Manuela conferma: «Isabella uccisa da Debora»

L'incidente probatorio per l'omicidio Noventa: Cacco interrogata sei ore, Freddy muto, la sorella in lacrime

PADOVA. Lei, la fragile Manuela, mai un cedimento, mai una titubanza. Lui Freddy, il ballerino playboy visibilmente invecchiato, qualche smorfia beffarda da meritarsi il richiamo del giudice con registrazione a verbale dell’accaduto. E poi l’enigmatica Debora, che mai aveva svelato un sentimento, all’improvviso in lacrime. È bastato l’incontro con il fratello Freddy, uno sguardo d’intesa, un cenno di saluto e l’emozione ha il sopravvento. E anche quella finora considerata la glaciale assassina di Isabella, ha mostrato il suo lato umano: il carcere mette a dura prova.

Freddy Sorgato in tribunale

In aula. Ore 9.42, inizia l’interrogatorio dell’imputata del delitto di Isabella Noventa, ma anche della grande accusatrice dei fratelli di sangue, Freddy e Debora Sorgato, pure sotto accusa: è la veneziana Manuela Cacco, la tabaccaia di Camponogara che odiava la vittima “colpevole” di aver riannodato la relazione sentimentale con il suo amante Freddy. Di fronte al gip Margherita Brunello conferma le accuse contro l’ex amico del cuore Freddy e, soprattutto, contro la sorella Debora. Sei ore sotto torchio. Sei ore per rispondere alle domande del pubblico ministero Giorgio Falcone, deciso a trasformare in prova processuale la confessione di Cacco, con il meccanismo dell’incidente probatorio, confronto in contraddittorio alla presenza di tutte le parti di un eventuale processo. Una confessione già resa durante l’inchiesta, ancora aperta, nel corso di quattro colloqui con il magistrato inquirente avvenuti il 25 febbraio, il 7 marzo e l’8 settembre.

Debora Sorgato in tribunale

L’odio dei Sorgato. Cacco (nuovo look con taglio a caschetto) ha spiegato: «Debora temeva che Isabella aspirasse al patrimonio di Freddy... La famiglia Sorgato aveva paura che i Noventa, a causa di guai economici e giudiziari (Paolo Noventa ha diversi procedimenti penali per abuso della professione medica) puntassero ai suoi soldi». Sul punto era stata chiara: Freddy non aveva nessun bisogno di uccidere Isabella, Debora la odiava perché «faceva il lavaggio del cervello al fratello». Fratello che aveva deciso come tutto dovesse andare al nipote, figlio di Debora e di Gianluca Ciurlanti, bandito legato alla Mala del Brenta morto nel 2002. Eppure, secondo la Cacco, Isabella ogni tanto ci provava, parlando del fratello Paolo al quale erano stati sequestrati degli studi (di dentista abusivo) «...se gli prestassero dei soldi». Oltre ai soldi, c’è dell’odio: «Debora non sopportava Isabella, considerava me come la vera fidanzata di Freddy. Nessuno nella famiglia Sorgato era felice che lei e Freddy si frequentassero».

L’assassinio. Il clou del racconto è la sequenza dell’orrendo delitto. A partire dall’arrivo di Manuela Cacco nella villetta di Freddy a Noventa la notte del 16 gennaio, intorno alla mezzanotte, per andare a ballare al Relax: fino a quell’ora aveva guardato in tivù il film “Fast&Furious”. Freddy appare stravolto. Con lui, c’è Debora: insieme scendono dalla Golf di lei a bordo della quale avevano caricato il corpo di Isabella. Manuela non sa ancora nulla: «Debora sembrava normale, Freddy agitato, bianco come un cadavere». È la sorella a narrare l’omicidio quasi euforica: lei che nascosta in casa appare in cucina, Isabella che è seduta e la guarda ironica (la prima era rabbiosa di fronte alle accuse di stalking mosse dalla vittima nei confronti suoi e della Cacco). È allora che la Sorgato impugna la mazzetta e colpisce Isabella prima in fronte, poi sulla parte posteriore del cranio. Serve un sacco in testa e una corda intorno al collo già pronti a terra. Freddy è basito, la sorella lo sollecita a darsi una scossa e urla: «Devi aiutarmi prima che venga fuori tutto il sangue». Tuttavia, poco più tardi, è Freddy a chiedere a Manuela di indossare il piumino bianco di Isabella e di sfilare per le vie del centro storico di Padova, avvalorando l’ipotesi della scomparsa volontaria della donna. Manuela obbedisce. Fa di più: «Debora mi aveva detto di pulire per terra, di lavare. Ho lavato ma sul pulito non c’erano macchie». E il cadavere? «È finito nel fiume insieme alla mazzetta, vicino alle chiuse». Fiume dove sarebbe stato gettato pure il piumino. Forse il Brenta, forse il Piovego: la polizia guidata dall’ex capo della Mobile Giorgio Di Munno non è mai riuscita a trovare quelle che sarebbero le “prove regine”.

Minacce e amore. Cacco ha accennato alle minacce ricevute nel carcere di Verona (da qui il trasferimento a Venezia), manifestando lontananza da Freddy. Lo aveva ribadito al pm Falcone anche l’8 settembre negando di essere la stalker di Isabella: «Non sono più innamorata».

Le ex amiche. Nemmeno un’occhiata tra le due donne, Debora e Manuela. Quest’ultima aveva sempre manifestato paura per la sorella di Freddy, descritta al pm come una donna indurita dalle esperienze di vita: «Assisteva alle torture che il suo fidanzato (Ciurlanti) faceva a determinate persone, togliere unghie, picchiare... Era una tortura che facevano a lei per intimorirla».

I protagonisti. Manuela ha parlato seduta in prima fila, davanti a lei il gip Margherita Brunello, a fianco il difensore Alessandro Menegazzo. Nel bancone dietro – e mai i loro sguardi si sono incrociati – Debora e Freddy, distanziati dai rispettivi avvocati (i penalisti Massimo Malipiero e Giuseppe Pavan per il fratello, l’avvocato Carlo Augenti e il collega Roberto Morachiello per la sorella). Ancora più indietro l’avvocato Gian Mario Balduin con il fratello della vittima Paolo Noventa; l’avvocato Ernesto De Toni con l’ex marito di Isabella, Piero Gasperini.

Il legale dei Noventa. «Ci consideriamo soddisfatti, Manuela Cacco non si è mai contraddetta, è stata precisa, facendo solo minimi ritocchi. Ha confermato tutti i punti dell’accusa e, dal nostro punto di vista, siamo arrivati a un risultato molto buono e positivo. Lei non c’era quella notte, ormai sembra chiaro a tutti». Nessun commento dai legali di Freddy: «C’è la presunzione di innocenza».

Si tornerà in aula lunedì con l’interrogatorio da parte dei legali di parte offesa. Balduin ha depositato un’istanza con 350 domande che saranno selezionate dal giudice. Poi toccherà ai difensori dei fratelli Sorgato. E si potrebbe continuare un altro giorno ancora.

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