La grande Pandemia: nel 2050 i batteri più letali del cancro

A Padova la “Notte dei Ricercatori” Il prof: «Calo dei vaccini e cambiamenti climatici tra le cause»

PADOVA. Tantissima affluenza per la “Notte dei Ricercatori” e gli Open Innovation Days, che venerdì e sabato hanno animato la città con incontri, dibattiti, laboratori e workshop. Grande partecipazione, all’Orto Botanico, per le attività a cura del gruppo Pleiadi, società specializzata in divulgazione scientifica: i bimbi si sono calati nei panni di bioinvestigatori, mettendosi alla prova con microscopi e stereoscopi; hanno imparato a costruire una stazione meteorologica in miniatura, da portare a casa, e hanno scoperto cosa succede dietro le quinte di un giornale, dedicandosi in particolare alla stampa, tradizionale e 3d.

Molta affluenza, ieri, anche per gli “speakers corner”, in piazzetta Garzeria, dedicati a temi che spaziano dai vaccini al fenomeno Youtubers. La questione vaccini è stata una delle più battute, ed è stata affrontata poi anche in altre occasioni: in particolare è stata al centro, ieri a Palazzo Bo, dell’incontro intitolato “La pandemia che ci aspetta: malattie (ri)emergenti”. I dati della Regione Veneto, già da qualche tempo, raccontano di vaccinazioni in calo costante e ormai al di sotto, nel caso di alcune malattie, della soglia del 90%: il limite necessario per scongiurare l’epidemia. I rischi per la popolazione, come ribadito a più voci nell’ambito del convegno, sono poi aggravati da una serie di fattori collaterali: dal cambiamento climatico (che ha reso anche l’Italia un territorio più accogliente per alcuni insetti tropicali, portatori di malattie) ai viaggi sempre più frequenti e più ad ampio raggio. In ultimo le migrazioni massicce: «Alcune persone» spiega il professor Giorgio Perilongo, ordinario dell’Università di Padova e direttore della clinica pediatrica «vengono da zone dove i vaccini sono una pratica diffusa, ma altri no. E questo si può tradurre in un aumento della popolazione residente non vaccinata».

La questione non va sottovalutata: secondo le stime, nel 2050 le infezioni batteriche saranno la prima causa di morte, tre volte più letali del cancro. I vaccini sono ancora considerati l’arma migliore, che da un lato contiene la diffusione delle malattie e dall’altro permette al nostro corpo di non sviluppare resistenza agli antibiotici.

Gli scettici sono in aumento, ma le loro ragioni, tiene a sottolineare il prof. Perilongo, «non trovano alcuna dimostrazione scientifica, anzi, le prove sono tutte a favore delle vaccinazioni. Chi è contrario lo è per convinzioni o per fede: anche la persuasione però ha un peso, per questo per le nuove campagne stiamo puntando non solo sui dati, ma anche su una comunicazione efficace».

 

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