La Finanza sequestra la contabilità di Padova Tre

Dieci agenti ieri si sono fatti consegnare i documenti contabili degli ultimi tre anni della società del servizio rifiuti

ESTE. Dieci militari della Guardia di finanza di Padova sono stati tutto il giorno, ieri, nella sede di via Rovigo a Este di Padova Tre srl, la società pubblica di cui è proprietario il Consorzio Padova Sud - tramite le quote dei 56 Comuni della Bassa padovana e del Piovese - che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in associazione d’impresa con Sesa spa, De Vizia spa e Abaco spa. Padova Tre è sotto inchiesta da diversi mesi dopo che è emersa la “voragine” nei conti, con 40 milioni di euro di sofferenze.

I finanzieri si sono presentati di primo mattino in azienda per dare seguito a una serie di sequestri finalizzati a un controllo tributario. Pare che il materiale richiesto sia limitato, almeno per ora, agli ultimi tre anni di attività. Documenti, hard disk, banche dati, fatture: gli uomini della Finanza hanno richiesto una gran mole di materiale, in parte cartaceo, in parte racchiuso nei file dei computer aziendali che sono stati replicati. L’attenzione si sarebbe focalizzata sulla corrispondenza, fatture di acquisto e vendita e i dati sull’emesso e quindi sulle bollette dei rifiuti.

Quella di ieri, comunque, è una “visita” che sembra cadere tutt’altro che a caso da parte delle Fiamme gialle. Il giorno prima, infatti, si era tenuta l’assemblea dei soci del Consorzio, ovvero i Comuni proprietari di Padova Tre. Doveva essere approvato il bilancio del Consorzio, voto tuttavia rinviato. E non senza strascichi polemici.

Il bilancio di Padova Tre, invece, ancora non è stato chiuso. Quello presentato dal precedente cda, presieduto dall’assessore di Merlara Nicola Ferro, e che registrava un utile di circa 200 mila euro, è stato bocciato dal Consorzio a fine luglio e lo stesso cda è stato revocato. Sul nuovo documento contabile stano lavorando i nuovi amministratori, tutti tecnici, e pare che avrà una perdita di oltre un milione di euro.

L’altro pomeriggio, nel corso dell’assemblea fiume del Consorzio che si è conclusa con il rinvio del voto, Baldin e lo stesso Mariotto hanno illustrato puntualmente la situazione in cui versa Padova Tre. In particolare elencando i numerosi rivoli in cui la società, ai tempi del cda composto da Stefano Chinaglia, Simone Borile e Egidio Vanzetto, ha disperso risorse che ora gravano sui conti. Qualche esempio: oltre un milione di euro di investimento per una centrale termica a Battaglia Terme che ha reso appena 16 mila euro, un milione e mezzo per l’acquisto di un capannone dove realizzare una nuova sede, rimasta incompiuta. E ancora, due milioni per le biomasse nella centrale di Polverara, un milione per il parco eolico, mai realizzato, a Monselice. E poi ci sono le differenze di gestione prodotte dalle convenzioni siglate con alcuni Comuni che pagano il servizio rifiuti meno di quanto in realtà costi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Quirinale, ecco cosa diceva Elisabetta Casellati nel 2011 su Berlusconi e il caso Ruby

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi