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Restaurato il monumento funerario di Marino Zabarella

Aristocratico del Quattrocento, la tomba si trova all'interno della Basilica del Santo di Padova

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PADOVA. È in un angolo all’ombra, appena oltre la sacrestia e sopra la porta di accesso al campanile meridionale, la tomba di Marino Zabarella, cittadino di spicco dell’aristocrazia padovana che nel Quattrocento riformò gli statuti della città. Ma ora che è stata restaurata - grazie alla generosità di un benefattore, l’ingegner Eugenio Fiocco - il monumento funerario in pietra dipinta splende di luce propria.

Il sarcofago è di pregiato marmo rosso con due scudi con banda a sette stelle. Lo sovrasta un dipinto raffigurante una “Madonna con Bambino” di Achille Casanova e suoi allievi di epoca novecentesca, all’interno di un’elegante cornice dorata. La statua del defunto, che fu anche professore universitario, lo raffigura con la toga dottorale di pietra bianca di Vicenza dipinta di rosso. Alle estremità del corpo sono riportati gli amati volumi, sempre in pietra. Il progetto di conservazione è stato realizzato dalla restauratrice Monica Vial ed è durato circa un mese, con la supervisione della Soprintendenza alle Belle Arti. Con un bisturi sono state rimosse le impurità, i residui d’insetti o le ridipinture, poi si sono stuccate le fessurazioni.

Il monumento si trova vicino alla “Madonna delle Messe”, restaurata nel giugno di quest’anno. «Con questo ulteriore intervento, secondo quando condiviso a suo tempo con padre Enzo Poiana, compianto rettore della Basilica, completiamo un quadrante importante della basilica, uno dei più frequentati», ha commentato Gianni Berno, presidente capo della Veneranda Arca del Santo, in pratica fino a ieri, dato che il mandato è ormai scaduto.

«Un monumento come il Santo non rimane fermo nei secoli.Perciò necessita di essere continuamente osservato, monitorato, “rimesso in forma” laddove mostra qualche cedimento – ha concluso. Questo è il compito della Veneranda Arca che anche l’attuale Presidenza si è impegnata a portare a termine in questo quinquennio». All’inaugurazione erano presenti anche padre Giorgio Laggioni, vice rettore della basilica, Leopoldo Saracini della presidenza della Veneranda Arca del Santo con delega alla manutenzione e restauro del complesso basilicale, il direttore dei lavori di restauro Lamberto Briseghella.(cric)

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