Crisi di giunta, anche Riccardo Russo lascia la lista Bitonci

Il consigliere della lista civica del sindaco passa al gruppo misto. Ecco la sua lettera aperta: "Avevamo promesso di essere un'amministrazione di tutti. Bitonci invece ha diviso Padova"

PADOVA. Il consigliere comunale Riccardo Russo lascia la lista Bitonci e passa al gruppo misto. E' un nuovo tassello che aggrava la crisi di maggioranza, aperta nel luglio scorso con l'uscita dell'ex assessore di Forza Italia Stefano Grigoletto. 

Ecco la lettera aperta di Riccardo Russo.

Oggi giovedì 29 settembre 2016 ho ufficializzato il mio ingresso al Gruppo Misto del Consiglio Comunale di Padova, scelta meditata da tempo che ora ritengo non più rinviabile in vista dei prossimi appuntamenti che il massimo organismo democratico della Città, il Consiglio Comunale, dovrà affrontare. Già da tempo è venuta a mancare la serenità nel Gruppo di Maggioranza e in particolare nella Lista di cui facevo parte (Lista Bitonci Sindaco).

Quando ho intrapreso questa esperienza l’ho fatto come tanti altri con un grande spirito civico e con la genuina volontà di mettere mano ai problemi della Città. Avevamo promesso di essere un’amministrazione di tutti, inclusiva, libera dalle ideologie, vicina ai problemi reali della gente e sopratutto lontana dagli estremismi e io su questi propositi ho messo, come altri Colleghi, la faccia e la mia credibilità. Purtroppo la realtà si è dimostrata ben diversa: il Sindaco Bitonci si è presto palesato più attento alle logiche del partito politico che rappresenta, esaltando populismi e sterili slogan, piuttosto che concentrarsi sulla buona amministrazione e sulle scelte che potevano far crescere e progredire in maniera coesa la Nostra Comunità.

Ha contribuito a dividere Padova in una logica di costante costruzione del nemico esterno e questo non giova a quello che dovrebbe essere il comune obiettivo di tutte le persone impegnate in politica e nell’impegno civico e sociale. Non finisce qui, sul fronte interno è mancata l’agibilità minima e vige un clima di autoritarismo che impedisce a ciascun Consigliere di contribuire alle scelte in maniera libera al buon governo della Città. Tra Consiglio e Giunta, anche nella maggioranza, non c’è condivisione e comunicazione e questo, oltre a non essere accettabile, ci ha fatto perdere l’opportunità di costruire il miglioramento delle scelte amministrative, al punto di non poter dar torto a chi ci ha definito meri “schiaccia bottoni”.

Nonostante il disagio da due anni e mezzo a questa parte non ho ostacolato questa modalità nociva di procedere, ma adesso in tutta coscienza non posso più accettarla. Venendo ai temi politici, è grave la mia preoccupazione su come si sta procedendo in merito a quello che dovrebbe essere il Nuovo Polo Ospedaliero di Padova, ma che ormai con tutta evidenza difficilmente sarà. Il Sindaco Bitonci ha cambiato idea almeno tre volte dalla campagna elettorale ad oggi, e sulla soluzione di Padova Est molti nodi stanno giungendo al pettine, molti altri non sono chiariti e non c’è nemmeno l’intenzione di chiarirli addirittura con chi in maggioranza dovrebbe assumersi la responsabilità di votare un provvedimento che presenta evidenti incognite sul piano procedurale, urbanistico, finanziario e che persino al vaglio della magistratura. Noi dobbiamo occuparci della salute dei padovani senza più finzioni, ma con la verità e la trasparenza che i Cittadini ci chiedono. Un simile ragionamento merita anche il tema dello Stadio Plebiscito per il quale, senza nessun mandato degli elettori, si stanno sprecando risorse che potrebbero essere utilizzate contro il degrado dei quartieri e politiche sociali per i padovani in difficoltà.

Questa mia scelta è quella più coerente con il mandato ricevuto dai Cittadini. Da oggi infatti, potrò finalmente valutare provvedimento per provvedimento nell’esclusivo interesse dei padovani. Lo farò con la mia autonomia e riscoprendo la necessità di interloquire con tutte le forze politiche e civiche presenti nel Consiglio Comunale. Non nascondo di essere stato spesso in imbarazzo quando il Sindaco Bitonci insultava le altre Istituzioni, Governo compreso. È impossibile pensare di fare il bene di Padova, una della più importanti Città d’Italia, con un perenne e strumentale conflitto con un Esecutivo che, pur nella diversa sensibilità politica che esprime rispetto alla Giunta, ha più volte offerto opportunità di crescita per la Città sistematicamente respinte, come ad esempio i finanziamenti cestinati dal Sindaco per il trasporto pubblico locale con motivazioni solamente strumentali. Voglio anche sentirmi libero di esprimere il mio sostegno per il SI al Referendum Costituzionale di dicembre, cosa che mi sarebbe stata impedita nel clima che si è sviluppato all’interno della maggioranza. Mi impegnerò personalmente per il SI attraverso i comitati civici costituiti in Città, perché credo non debba esser persa questa occasione di cambiamento e semplificazione delle istituzioni democratiche.

Convinto infine che anche altri mi seguiranno rivolgo un appello a tutti i Colleghi: noi siamo chiamati a far vivere il Consiglio Comunale non come luogo di ratifica delle scelte assunte altrove, ma come laboratorio di idee per il buon governo, dove il contributo attivo di tutti é fondamentale. Con questa scelta voglio ritrovare il mio orgoglio personale e se ciascuno da oggi in poi farà la sua parte non potremo che fare il bene della Nostra splendida Padova.

Bitonci ha poi affidato a un video postato su Facebook la sua replica a Russo.

Bettin (Pd): "Bitonci adesso è un'anatra zoppa". 

Ed ecco il commento del segretario provinciale del Pd Massimo Bettin: " Un finale di scena caotico e fiammeggiante che mette a rischio un intera comunità. Un'anatra zoppa, testarda e completamente slegata dalla realtà incapace di trattare i problemi di Padova e avvinghiato con tutte le residue forze a una poltrona e a un potere che non vuole mollare per nessuna ragione costi quel che costi. Un animale ferito pronto a vendicare sulla città le frustrazioni dei suoi insuccessi. Ecco dove ci sta portando Bitonci. Purtroppo è esattamente quello che temevo quando è iniziata questa crisi e le previsioni più fosche sono pienamente rispettate.

Un plauso al coraggio del consigliere Russo, un atto di dignità che gli fa onore e dovrebbe far riflettere chi è rimasto nell'inferno della caserma leghista dove nulla si deve chiedere ma solo obbedire, anche quando si piega il consiglio comunale a interessi diversi da quello pubblico e vengono sperperati a piene mani i soldi dei padovani. Ci sia un sussulto di dignità e non si costringa Padova a un agonia che è la via maestra del baratro e del declino. Bitonci non si renda oltre ridicolo: tragga le normali conseguenze degli atti politici pesantissimi che sono in atto nella sua ex maggioranza.

Noi non staremo comunque fermi, ora tra chi si è opposto e distanzianto da questa iattura prevalga la responsabilità e sia messa da parte la tattica. Liberare Padova dal giogo delle consorterie cittadellesi è il primo compito, ormai un dovere civico per non doverci vergognare di non aver fatto tutto il possibile fra qualche anno. Usiamo coraggio, nei prossimi giorni attiverò immediatamente tutti i contatti politici e istituzionali per costruire il fronte dei "volenterosi" che vogliono impegnarsi perché questa fase di trapasso dell'esperienza Bitonci si chiuda nel più breve tempo possibile creando i minori danni per la nostra Padova.

Bressa (Pd): "Con il Si al Referendum siamo forza attrattiva"

Ecco il commento anche del segretario cittadino del Pd Antonio Bressa: "La lettera aperta di Riccardo Russo è un grido di libertà che conferma tutta l'inadeguatezza di questa amministrazione, ormai avvitata dentro un pesante clima di insanabili spaccature interne e condizionata da scelte amministrative che oltre a non convincere i cittadini allontanano definitivamente chi si era affiancato a Bitonci con spirito civico. È la conseguenza della politica arrogante di chi ha scelto di investire in sterili slogan e posizioni populiste invece che occuparsi del buon governo della città e bene ha fatto Russo con un gesto di orgoglio e dignità a denunciare tutti i limiti di questa gestione disastrosa avviata ormai verso l'implosione.
 
Non passano quindi inosservati i passaggi in cui Russo cita positivamente il Governo e si mette a disposizione per sostenere il Sì al Referendum Costituzionale. Dimostrazione che il Partito Democratico e il civismo che oggi ci accompagna sono una forza attrattiva per chi preferisce un'azione seria e responsabile a questa fallimentare politica ultraleghista che sta danneggiando Padova in un crescente isolamento. Inviterò Russo personalmente a confluire dentro i comitati oggi attivi in città. È bene che persone con percorsi diversi si riconoscano assieme nella prospettiva di cambiamento offerta dal referendum e nell'idea che una pessima stagione per la politica padovana debba essere conclusa".
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