Facoltà intitolata al matematico che corresse Einstein

Tullio Levi-Civita e Albert Einstein

Il Dipartimento del Bo porterà il nome di Levi-Civita, lo scienziato padovano “ucciso” dalle leggi razziali

PADOVA. "What do you like more of Italy, prof. Einstein?". Alla domanda di un giornalista che lo intervistava all’Università di Princeton, Albert Einstein rispose che dell’Italia amava, testuali parole: «Spaghetti and Levi-Civita». Parlava di Tullio Levi-Civita, uno dei più grandi matematici mondiali del Novecento, nato a Padova nel 1873 in via Manin, dietro il Prato, figlio di Giacomo, avvocato, dal 1904 al 1910 sindaco di Padova, che da giovane si oppose con una causa civile al distacco e alla vendita degli affreschi giotteschi dalla cappella degli Scrovegni.

Levi-Civita morì nel 1941 di dolore e angoscia dopo che nel 1938, in quanto «di razza ebraica», fu allontanato dall’università di Roma dove lavorava e dall’insegnamento. Lui, che a Padova studiò e insegnò, cuore e motore della “stagione d’oro della matematica” al Bo; lui, personalmente ringraziato da Einstein per avergli fornito nel corso di lunghi carteggi lo strumento matematico indispensabile a dimostrare la teoria della relatività. Lui, il cui nome, assieme a quello del suo maestro Gregorio Ricci-Curbastro, è legato all’edificazione del “calcolo differenziale assoluto” alla base della moderna geometria differenziale. E ancora. Lui, ricercato dalle più prestigiose università e accademie del mondo, morì ignorato dal suo Paese e dalle istituzioni, sepolto dalle leggi razziali.

Se in ambito scientifico Tullio Levi-Civita è il nome di un maestro della fisica matematica, dell’algebra, della geometria, di un padre della gloriosa storia della matematica che da Padova iniziò, per chi non mastica la materia “incontrare” un personaggio di tale spessore sarà la scoperta di una vicenda scientifica ed umana che lascia il segno e apre orizzonti.

L’opportunità per Padova di “incontrare” Tullio Levi-Civita arriva in novembre (il 25) quando il Dipartimento di Matematica dell’Università verrà intitolato al matematico durante una giornata che prevede interventi divulgativi e nel giugno successivo un meeting scientifico interdisciplinare. In entrambi i casi parteciperanno matematici da mezzo mondo. Promotori iniziali dell’intitolazione, tre docenti padovani: Franco Rampazzo, 58 anni (ordinario di Analisi Matematica); Franco Cardin, 65 anni (ordinario di Fisica Matematica) e Luigi Salce, 70 anni (ordinario di Algebra). Il loro progetto è stato fatto proprio dall’università e votato a larga maggioranza.

Era il 1915 quando iniziò il fitto scambio epistolare tra Levi-Civita e Einstein. Dalle lettere si evince con chiarezza come il matematico padovano individuò e suggerì al collega tedesco la corretta struttura del tensore di curvatura da inserire nelle equazioni di campo della relatività generale. In un primo momento perplesso, e il carteggio lo testimonia, in seguito Einstein diede ragione a Levi-Civita. E quando annunciò la versione definitiva della sua teoria, scrisse: «La relatività generale costituisce un vero trionfo dei metodi di calcolo differenziato assoluto fondato da Gauss, Riemann, Christoffes, Ricci e Levi-Civita».

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