Business-mura, Finanza in Comune

Esposto Pd a Procura e Corte dei Conti: «Giro d’affari da 300 mila euro l’anno affidato allo Iat senza gara»

CITTADELLA. Esposto del Pd e Fiamme gialle in municipio: il camminamento di ronda produce un tesoretto di oltre 300 mila euro e l'opposizione vuole vederci chiaro: «Perché non c'è stata una gara per decidere il gestore? Perché i soldi dei biglietti non vanno alla pubblica amministrazione?»

Nel mirino è finita l'associazione che gestisce, in particolare, la passeggiata sulle mura, uno sguardo dall'alto che attrae mediamente 60 mila visitatori all'anno, per ciascuno dei quali viene staccato dall'Ufficio Iat un biglietto di 5 euro. La querelle era già esplosa durante la campagna elettorale, a fine gennaio il candidato sindaco Adamo Zambon aveva messo insieme 15 pagine di denuncia nei confronti dell'amministrazione comunale.

Le carte erano finite alla Procura di Padova e alla Corte dei Conti del Veneto. Ma la querelle non si è chiusa con la campagna elettorale: nelle scorse settimane la Guardia di finanza di Cittadella ha effettuato un sopralluogo nella sede comunale, chiedendo di avere tutte gli incartamenti relativi all'ufficio turistico e all'associazione che gestisce camminamento e dintorni.

Cosa chiedono i dem? Alla Procura, di verificare se sindaco e amministratori siano colpevoli dei reati di truffa aggravata, abuso d'ufficio e turbata libertà degli incanti aggravata; alla magistratura contabile, invece, viene sollecitato un chiarimento sul possibile danno erariale.

Le obiezioni: «L'affidamento della gestione del complesso turistico è avvenuto in forma diretta a un'associazione, Historia Tourism». Il problema è che «la gestione di un bene storico, artistico, culturale di proprietà comunale comprende l'espletamento di specifiche funzioni istituzionali e l'assunzione dell'obbligo di riversamento nelle casse della pubblica amministrazione delle somme riscosse per la vendita dei biglietti per l'accesso alle aree culturali».

Nel 2015 l'associazione ha raccolto da «ronda, ville, barche 296 mila euro; altri 11 mila sono arrivati dalla vendita di souvenir, gadget e libri, il Comune ha contribuito con un fondo di rotazione di 20 mila euro». Una cifra importante.

Secondo l'opposizione - che si appella alla legge e, in particolare, al Codice dei Beni Culturali - andava fatta una gara: «L'affidamento della gestione deve avvenire mediante procedure a evidenza pubblica, sulla base di valutazione comparativa dei progetti; è stato alterato il gioco della concorrenza».

Una situazione che configura «un danno patrimoniale per l'ente»: «I beni culturali gestiti dall'associazione sono stati restaurati e vengono tuttora manutentati mediante l'utilizzo di fondi pubblici», eppure la gestione avviene «senza che vi sia alcun corrispettivo all'ente concedente: il prezzo del biglietto viene totalmente trattenuto dal gestore del servizio» e invece dovrebbe andare al Comune. Le contestazioni hanno portato a un approfondimento e la Procura ha inviato i finanzieri a raccogliere la documentazione negli uffici di Palazzo Mantegna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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