Stipendio misero la direttrice del Museo rinuncia all’incarico

L’archeologa Gambacurta lascia Este e torna a insegnare Le offrivano una paga inferiore a quella del custode

ESTE. Undici anni di "calvario" per ottenere un legittimo inquadramento, con il risultato che il suo stipendio da direttrice oggi è lo stesso che percepisce un custode. Poco più di 1.300 euro al mese, che certo non ripagano anni di studi, tappe di formazione e livelli di responsabilità ricoperti. E così da qualche giorno Giovanna Gambacurta, dal gennaio 2015 direttrice del Museo Nazionale Atestino, non è più la guida del complesso archeologico. Al suo posto c'è Federica Gonzato, vicentina, già direttrice del Museo archeologico nazionale di Verona e di quello di Fratta Polesine, nel Rodigino.

Gambacurta, 57 anni, nativa di Porto San Giorgio (Fermo), arrivava dalla direzione del Museo archeologico nazionale di Adria e in questi mesi a Este si è distinta per professionalità e disponibilità. È stata lei, tuttavia, a presentare le dimissioni a inizio settembre. La sua "colpa", per quanto il termine si addica veramente poco alla situazione, è quella di essere professionalmente nata come insegnante di scuola superiore (ha prestato servizio anche al liceo ginnasio "Ferrari" nel 1995). Dipendente, cioè, del ministero della Pubblica istruzione. Quando nel 2005 ha deciso di fare il grande salto nel mondo dell'archeologia e nella Soprintendenze, dunque in settori di competenza del ministero dei Beni culturali, la studiosa è comunque rimasta "inquadrata" come dipendente del ministero di provenienza. Gambacurta, e con lei altre professioniste che hanno percorso la stessa via (almeno un centinaio in Italia, come Mariolina Gamba, pure lei dimissionaria dal ruolo di direttrice del museo di Altino e di Villa Pisani a Stra), è così finita di fatto in un limbo legato a questa sua mobilità e ad una burocrazia incapace di riconoscere, tra le altre cose, l'adeguamento del suo stipendio alle mansioni effettivamente svolte. Tra mancate stabilizzazioni e clamorosi buchi normativi dei vari governi e ministri che si sono succeduti negli anni, il colpo di grazia è arrivato con le novità introdotte dal ministro Marianna Madia. Il Mibact, senza tirarla lunga, ha offerto alla Gambacurta un inquadramento contrattuale che corrisponde a quello di un neoassunto della scuola. Senza considerare aree di provenienza, qualifiche raggiunte e tanto meno anzianità. Il risultato? Mille euro netti al mese. Alla faccia di colleghi che, per dirigere musei anche minori, arrivano giustamente a 78 mila euro lordi all'anno. Da qui la decisione di Giovanna Gambacurta di fare un passo indietro e di rinunciare a una professione che per lei era prima di tutto una vocazione. Insegnerà qualche materia umanistica al Fermi di Padova, o forse Etruscologia all’Università di Venezia. Certamente la sua partenza lascia l'amaro in bocca a chi aveva collaborato con lei e ne aveva apprezzato le doti. L'unica nota positiva è stata la velocità con cui la direzione del Polo Museale Regionale ha nominato una nuova guida: il timore era che il Museo Nazionale Atestino rimanesse senza "testa" per mesi.

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