Blitz della Finanza a Este sequestrati 6 etti di anfetamine

ESTE. Sei etti di anfetamine e undici piante di canapa indiana. Tutto finito nella rete dei militari della Guardia di finanza, diretti dal colonnello Gavino Putzu (nella foto), che negli ultimi...

ESTE. Sei etti di anfetamine e undici piante di canapa indiana. Tutto finito nella rete dei militari della Guardia di finanza, diretti dal colonnello Gavino Putzu (nella foto), che negli ultimi giorni ha portato a termine due importanti attività di prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti.

La doppia-operazione è stata condotta dai militari in forza alla neoistituita Compagnia di Este, comandata dal tenente Chiara Mezzone. Il primo intervento è nato da un’attività di monitoraggio stradale: notando un’auto di grossa cilindrata aggirarsi sospettosamente per le vie di Este, i finanzieri atestini hanno potuto assistere ad uno scambio tra l’automobilista stesso e una coppia, un quarantenne e un venticinquenne. È immediatamente scattata la perquisizione della vettura dei due e all’interno sono stati rinvenuti diversi sacchetti di sostanza a base anfetaminica. Sei etti, destinati alla produzione su vasta scala di pastiglie di sostanza stupefacente e dunque diretti al commercio di droga della Bassa padovana, soprattutto di quello giovanile. I due, un italiano e un rumeno, sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per violazione del testo unico sugli stupefacenti.

In via Deserto, invece, le Fiamme gialle di Este hanno individuato, in un campo abbandonato nella zona artigianale, alcune piante di canapa indiana destinate alla produzione di marijuana. Le piante, nascoste tra le sterpaglie, erano undici, alte quasi due metri e mezzo. Non è stato possibile additare alcuna responsabilità in capo ai titolari del terreno, tutti residenti in altre regioni d’Italia. Anzi, l’assenza prolungata dei proprietari ha forse favorito la coltivazione illecita della canapa.

Sono tuttora in corso indagini per individuare gli autori della piccola piantagione. Le undici piante sono ovviamente state poste sotto sequestro.

Nicola Cesaro

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