Tumore al cervelletto, manager e papà muore a 36 anni

Riccardo De Leonardis con la moglie

Commozione e dolore tra Padova, Terrassa e Conselve. Il giovane manager della Plastotecnica era padre di due bimbi piccoli

CONSELVE. Commozione e dolore tra Padova, Terrassa e Conselve per la morte a soli 36 anni di Riccardo De Leonardis.

Il giovane manager della Plastotecnica, padre di due bimbi piccoli, si è spento ieri all'ospedale di Schiavonia dopo aver lottato per due anni contro la grave malattia che lo aveva aggredito. Lascia la moglie Arianna, sposata sei anni fa, e due figli, un maschietto di 5 anni e una bimba di 3.

Laureato in economia e commercio, abilitato alla professione di dottore commercialista, era dirigente alla Plastotecnica, storica azienda di Bagnoli, per la quale seguiva il settore amministrativo. Riccardo lascia i genitori Roberto e Gianna insieme alla sorella Laura, ai cugini e ai tanti amici che oggi lo piangono.

Dopo gli studi e una intensa formazione, compreso il master Mba al Cuoa, la quotata "business school" di Altavilla Vicentina, aveva intrapreso una brillante carriera che l'aveva portato, nel 2008, all'azienda degli Iazzolino. Nel 2010 aveva coronato con le nozze la sua storia d'amore con Arianna. Da Padova si era trasferito a Terrassa prima di spostarsi a Conselve qualche mese fa. Riccardo aveva già posto solide basi sia familiari che professionali quando, due anni fa, ha scoperto di essere ammalato. La diagnosi, una rara e aggressiva forma tumorale al cervelletto, è stata dura e l'ha messo subito di fronte a una sfida vissuta con coraggio e determinazione.

Ha affrontato terapie, anche sperimentali, e nel frattempo ha continuato a dedicarsi a famiglia e lavoro, inseguendo gli obiettivi che si era posto.

Il suo ultimo sogno lo ha realizzato lo scorso giugno, quando ha traslocato nella nuova casa di Conselve. A ricordarlo con parole toccanti sono gli amici di sempre, con i quali ha condiviso i momenti importanti della sua vita. «Riccardo è stato il primo di noi in tutto» afferma Aldo.

«A prendere la patente e a portarci in giro quando eravamo ancora liceali, a laurearsi, a sposarsi e ad avere un figlio e una bellissima famiglia. Era il primo ad accorrere quando c'era bisogno di conforto, di un abbraccio o anche soltanto quando avvertivamo il desiderio di vederlo sorridere. Riccardo ha sempre affrettato il tempo, anticipando tutto e tutti». Il funerale sarà venerdì alle 16,30 al Santuario di Terrassa. (n.s.)

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