«Ho avuto per tredici mesi la Finanza in hotel»

"Una verifica infinita di documenti". Aldo Borile, titolare del gruppo Gb, si difende dalle accuse di lobbismo del Pd

ABANO TERME. «La Guardia di Finanza è stata in pianta stabile per tredici mesi all'Hotel Metropole per verificare tutti i documenti amministrativi del nostro gruppo alberghiero».

A svelarlo è Aldo Borile, titolare del gruppo alberghiero GB Hotels, di cui fanno parte oltre all'Hotel Metropole, il Trieste & Victoria, il Due Torri, l'Abano Grand Hotel e La Residence. «Dall'8 ottobre 2014 fino al gennaio di quest'anno le nostre strutture strutture alberghiere sono state sottoposte a controlli da parte dei finanzieri.

Questi hanno fatto verifiche continue sui redditi e su tutte le operazioni effettuale dagli alberghi del gruppo», spiega Aldo Borile. «Sono arrivato a mettere a disposizione delle Fiamme Gialle un ufficio dell'Hotel Metropole. Venivano da noi almeno due o tre giorni alla settimana». Una verifica, quella portata avanti dai finanzieri, che si è conclusa con una sanzione. «Non hanno trovato praticamente nulla di sospetto o di irregolare», precisa il noto imprenditore alberghiero aponense. «L'unica multa che abbiamo preso è di ottomila euro ed è relativa alle spese per la festa dei dipendenti di Natale, importo che abbiamo detratto come spese di pubblicità, ma che in realtà non erano scaricabili.

La Finanza ha setacciato tutto, praticamente da quando siamo nati come gruppo. Non capisco tutto questo accanimento nei confronti del Gb Hotels, un accanimento che ora stiamo riscontrando nelle accuse dei deputati del Pd, Vanessa Camani e Alessandro Naccarato, che hanno fatto illazioni su di me, Ivano Baggio e Roberto Rigodanzo che non hanno senso di esistere e che stanno solo facendo del male alle nostre imprese e di conseguenza ai nostri dipendenti. Da quando certe illazioni accostano le nostre società a ditte finite nel mirino della magistratura nello scandalo delle tangenti alle terme, come la Pistorello e la Cesaro, con cui non abbiamo alcun legame, si sono create delle difficoltà evidenti nel rapporto con le banche», aggiunge Aldo Borile. «Questo clima inquisitorio sta mettendo in difficoltà sia noi del Gruppo Borile, che Ivano Baggio e Roberto Rigodanzo. Stanno giocando con le vite delle persone. I dipendenti sono molto preoccupati per il futuro. In totale abbiamo 1.200 dipendenti e ogni anno, tutti assieme, spendiamo 18 milioni di euro tra stipendi e contributi. Non abbiamo mai licenziato nessuno e questo clima di sospetto non lo capiamo. Se qualcuno è convinto che abbiamo commesso qualcosa di illegale ci denunci».

Roberto Rigodanzo aggiunge. «In questi anni non abbiamo creato alcuna lobby. Abbiamo semplicemente creato un'associazione d'imprese, che hanno lavorato nel territorio come altre. La perequazione Ex Zeus ci è costata 5.500.000 euro e abbiamo costruito solamente un terzo dei volumi autorizzati. Dove sta il business? L'Hotel Venezia l'abbiamo rilevato nel 2010, quando era in fallimento controllato. Abbiamo assunto 20 dipendenti e registrato 50 mila presenze all'anno. Eppure siamo accusati di chissà cosa. Da gennaio l'Agenzia delle Entrare ha messo sotto controllo tutti gli studi di fattibilità dell'albergo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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