Isabella fu gettata nel cassonetto? Investigatori all’Aps

Si rafforza l’ipotesi che la donna sia stata buttata tra i rifiuti. Venerdì ricorre il suo compleanno, il fratello: «Uno strazio»

PADOVA. Il corpo di Isabella Noventa gettato nella spazzatura. È la nuova pista su cui ora si concentrano gli inquirenti ancora impegnati nella ricerca del corpo. Gli uomini della Squadra Mobile di Giorgio Di Munno vogliono analizzare a fondo quella che da semplice suggestione si è trasformata in ipotesi vera e propria. Il problema è che sono passati quasi sette mesi, dunque la domanda è: dove sono ora i rifiuti gettati nei cassonetti in gennaio?

Indagini con Aps. Gli investigatori della polizia devono analizzare i processi di conferimento e smaltimento dell’immondizia. E per fare questo verrà chiesto l’aiuto di Aps, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti in città. Anche l’avvocato della famiglia Noventa, Gian Mario Balduin sta facendo i suoi accertamenti proprio in questa direzione: «È l’ipotesi più plausibile a questo punto, sia per il lavoro che faceva Debora, sia per lo sfregio che rappresenta gettare una persona in un cassonetto». L’avvocato Balduin ha già fatto una richiesta formale ad Aps: «Ho chiesto tramite una lettera all’Aps come vengono smaltiti i rifiuti, se i sacchi neri vengono aperti e controllati oppure no. Sto attendendo una risposta».

16 agosto: 6 mesi di carcere. Intanto il 16 agosto saranno sei mesi che il trio diabolico composto da Freddy Sorgato, dalla sorella Debora, e dalla tabaccaia di Camponogara Manuela Cacco sono in carcere con l’accusa di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. Sei mesi che non sanciscono alcun passaggio formale per quanto riguarda la loro carcerazione. Solo l’avvocato Alessandro Menegazzo, difensore di Manuela Cacco, annuncia che dopo l’estate chiederà la scarcerazione della sua assistita. Quasi scontata pare invece la decisione del pm Giorgio Falcone di chiedere una proroga delle indagini.

Il compleanno di Isabella. Il prossimo weekend per la famiglia Noventa doveva essere un momento di festa. Una ricorrenza importante, sentita e celebrata come ogni anno. Venerdì 12 agosto sarebbe stato il cinquantaseiesimo compleanno di Isabella. Il fratello Paolo insieme alle moglie e ai due figli, la mamma Ofelia, l’ex marito Piero, e l’amica del cuore Carla, si troveranno nell’abitazione di via Foscolo ad Albignasego. «Per noi questi sono giorni ancora più tristi», sospira Paolo Noventa. «Eravamo abituati a trovarci ogni anno nel giardino di casa di mia sorella, dove facevamo una grigliata e festeggiavamo il suo compleanno e quello di mia moglie che cade sempre in questi giorni». Ma quest’anno per la prima volta la tradizione della famiglia della segretaria barbaramente uccisa sarà interrotta.

Lo sfogo del fratello. «Ci troveremo lo stesso tra di noi anche se sarà tutto diverso. Ricorderemo Isabella e ci stringeremo nel nostro dolore», continua Paolo, che in questi mesi spiega come sia stato vicino all’anziana mamma e come abbia ancor più legato con tutte quelle che erano le persone vicine a Isabella. «Con Piero, l’ex marito di mia sorella, ormai ci sentiamo tutti i giorni, per me è diventato un fratello. Mia moglie poi mi aiuta tanto con mia mamma, che chiede che ci sia sempre qualcuno con lei». Il dolore di Ofelia dal 15 gennaio non si è mai placato. «Piange spesso, io l’abbraccio e cerco di consolarla ma in quei momenti dentro di me cresce una rabbia enorme nei confronti di quei tre delinquenti». Rabbia e rimorsi: «I rimorsi li abbiamo io e mia mamma che non ci siamo accorti di quanto potesse essere bugiardo e pericoloso Freddy, ma i rimorsi ce li ha anche Piero, che continua a ripetere che se lui e mia sorella non si fossero lasciati adesso lei sarebbe ancora qui». (r.c.)

Video del giorno

Val d'Ega imbiancata: le ferite ricucite di Vaia

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi