La giunta Bitonci perde un altro pezzo: cacciato il forzista Stefano Grigoletto

Aveva aperto la crisi di giunta alcune settimane fa nel suo ruolo di coordinatore di Forza Italia. Il sindaco non lo ha perdonato: "Tengo io tutte le deleghe", ha detto Bitonci

PADOVA. "Stefano Grigoletto non è interessato a fare parte della squadra che sta cambiando Padova. Ha anteposto al suo ruolo di amministratore, quello di coordinatore cittadino di un partito alleato, nonostante la sfiducia da parte dalla maggioranza degli assessori e dei consiglieri espressi da quello stesso partito". Con queste parole il sindaco Massimo Bitonci ha annunciato la "cacciata" di Stefano Grigoletto, coordinatore cittadino di Forza Italia e ormai ex assessore al bilancio e ai tributi, dopo che nelle scorse settimane gli era stata tolta la delega alla mobilità.

Il sindaco mette sotto accusa Grigoletto: "Ha formulato dichiarazioni pesanti contro il sindaco e contro la giunta. Ha mancato di onorare il rapporto di ascolto e collaborazione con i consiglieri comunali. Ha talvolta agito indipendentemente, senza informare il sindaco, il resto della squadra e i cittadini prima di compiere scelte anche rilevanti. Preso atto di questo e dopo che 17 consiglieri di maggioranza hanno sottoscritto un documento di sfiducia, sostenendo che Grigoletto “costituisce un chiaro limite all’efficacia dell’azione amministrativa che approvano e sostengono con coscienza e determinazione”, ho deciso di ritirargli le deleghe e trattenerle personalmente, visto che fanno riferimento ad ambiti di mia particolare competenza".

La maggioranza dunque si riduce a 17 consiglieri, più il sindaco. Dunque non si sono schierati per la sfiducia i due consiglieri forzisti Manuel Bianzale e Carlo Pasqualetto, oltre al consigliere "eretico" Antonio Foresta, che il sindaco non considera da mesi più parte della sua maggioranza. 

La reazione del Pd: "Padova è in una lenta agonia". "Isolato nel palazzo e chiuso nella sua arroganza è ormai evidente che Bitonci ama più se stesso che il necessario atteggiamento di confronto e ascolto: qualità tanto indispensabili quanto a lui sconosciute. Come avevamo previsto sono arrivate al pettine le insanabili fratture sullo sperpero di denaro pubblico legato allo stadio Plebiscito e sulla sempre meno cristallina vicenda del nuovo ospedale in Padova Est", è il commento dei due segretari del Pd Massimo Bettin e Antonio Bressa.

"Bitonci ha scelto la strada dell'irresponsabilità e ora Padova è priva di un governo sostenuto da una maggioranza in grado di assicurare che le scelte startegiche possano essere assunte senza ricatti, mercimoni politici, stalli e sofferenze - sottolineano i due dem - Ha scelto di umiliare nella maniera più brutale una forza alleata e ora possiamo dirlo, al netto del pallottoliere che dovrà portare con se, Bitonci non rappresenta più la maggioranza dei padovani che lo hanno eletto. Li ha traditi due volte, nei programmi e nella rappresentazione di un elettorato che lui vorrebbe solo di fedelissimi leghisti ma è ben più variegato e merita ben altra saggezza".

"Questo è un Sindaco che fa parlare di se più per le imbarazzanti marce indietro e le continue defenestrazioni che non per le opere e le scelte in favore dei padovani: ad oggi si limitano ad un fagiolo. Confermiamo la pesante preoccupazione sul futuro della nostra comunità, invitiamo il Sindaco ad aprire una rifessione seria e onesta coi cittadini -  è la conclusione dei due esponenti del Pd - Se deve costringere una delle più importanti città del paese ad una lenta agonia dove si tira a vivacchiare e si moltiplicano i danni meglio che ne tragga subito le naturali conseguenze. Dal canto nostro continueremo con ancora più detreminazione il lavoro di ascolto dei padovani per sviluppare un'alternativa che parli dei loro problemi e non delle beghe politiche di una maggioranza in frantumi. Dobbiamo essere tutti consapevoli che la strada imboccata oggi dal Sindaco potrebbe portare ad accelerazioni rapide e pericolose per la città. Il fronte del centrosinistra che si oppone a questo modello fallimentare deve tenersi pronto ad ogni evenienza con unità responsabilità e impegno".
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