Piace il centro senz’auto «Ma perché il no alle bici?»

Le critiche di commercianti e ciclisti alla pedonalizzazione voluta dal sindaco «Abbiamo perso i clienti che utilizzano le due ruote. Era meglio consultarci»

La pedonalizzazione piace ai padovani, un po’ meno agli ambulanti. Il bilancio del primo giorno di centro chiuso e senza macchine è in chiaroscuro. Di certo è sparito il parcheggio selvaggio sui “masegni” delle piazze. Rimangono però ancora alcuni nodi da sciogliere, tre in particolare. E che portano alle proteste di ciclisti e ambulanti.

Rischio svuotamento. Il primo problema è che molti baristi si lamentano per il fatto che non permettendo ai più giovani di raggiungere le piazze in scooter o in bicicletta perdono una grossa fetta della loro clientela. «Questi divieti un po’ ci hanno penalizzato. Abbiamo lavorato meno con la fascia dei giovanissimi, quelli che partono da casa e arrivano in piazza in motorino», spiega Peter Miozzo del bar Marlè di piazza dei Signori. «Per quanto riguarda le auto credo sia una bella idea. Su scooter e biciclette invece non sono d’accordo. Così il centro rischia di svuotarsi».

Ciclisti penalizzati. Il secondo punto critico riguarda solo ed esclusivamente le biciclette. I ciclisti non digeriscono il blocco. E su questo è intervenuta anche la sezione padovana degli “Amici della bicicletta”, che solo in città conta oltre 400 soci: «Siamo molto perplessi. È assurdo bloccare un mezzo che non crea inquinamento e che proprio per questo motivo è promosso e incentivato in tutte le altre città. La bici poi se usata con testa non è certo pericolosa e non crea certo incidenti – spiega Monica Vial, vicepresidente dell'associazione – Portare la bicicletta a mano, soprattutto di giorno, quando è possibile che si abbiano i sacchetti della spesa e magari anche un bambino sul seggiolino, non è certo facile. Inoltre c’è un altro problema, e cioè che mancano dei luoghi custoditi dove parcheggiare le bici. Se non vogliono far più passare le bici per le piazze che almeno ci siano dei luoghi sicuri dove posteggiarle».

«Dispiace, infine, prendere atto che non ci sono attualmente i presupposti per un bel dialogo con l’amministrazione Bitonci – conclude la vicepresidente degli “Amici della bicicletta” – Infatti nessuno dell’amministrazione si è preoccupato di chiederci un parere prima di emanare un’ordinanza che tocca così da vicino le biciclette».

Le proteste degli ambulanti. La chiusura del centro non piace agli ambulanti delle piazze, che ogni giorno danno vita a un maxi-mercato popolare, che coinvolge 220 tra commercianti ed esercenti. Tra i più arrabbiati anche la popolarissima Cristina Biollo, la cosiddetta “artista del cibo vegeteriano” che, due mesi fa, ha partecipato, ottenendo un grande successo alla “Prova del Cuoco”, la trasmissione condotta da Antonella Clerici su Rai Uno. «Ma come si fa a non ricordare che il sabato i mercati nelle piazze chiudono alle 19.30? – sottolinea la delegata Ascom – Noi ambulanti non contestiamo la decisione, legittima, dell’amministrazione comunale di chiudere anche le piazze alla sera per restituire al centro storico quel decoro che si stava perdendo. Ma perché, nei sabati estivi, non far partire l’area pedonale appena dopo la chiusura dei nostri banchi?». «Già dobbiamo fare salti mortali per far quadrare i conti visto che le entrate sono sempre più scarse. Adesso che al sabato il divieto di arrivare nelle piazze in bici o in moto scatta dalle 16, sino alla fine dell’estate faremo sempre meno affari – conclude amara l’ambulante – Eppure questo dovrebbe essere il periodo più ricco dell’anno per la vendita della frutta e della verdura di stagione».

Alice Ferretti

Felice Paduano

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