Case, prezzi ancora in picchiata Sono 3.500 quelle nuove e vuote

I dati di Fimaa Confesercenti: «Importi scesi del 35% con picchi del 50% in quartieri come l’Arcella» Polito, presidente Fiamm: «Stiamo vendendo in perdita: non succedeva dal Dopoguerra»

Sono 3.500 le case nuove di zecca ma mai abitate, né vendute né affittate, tra Padova e la prima cintura urbana, praticamente interi complessi ancora vergini.

E intanto il valore degli immobili, negli ultimi 5 anni, è crollato del 35% con punte allarmanti del 50% in alcuni quartieri della città: buona parte della zona Nord, soprattutto Prima Arcella, Borgomagno e Pontevigodarzere. I dati sono della Fimaa Confesercenti-Ascom.

La differenza con i rioni più recenti e abitati da famiglie autoctone è lampante. Ecco qualche cifra a titolo di esempio: secondo Tecnocasa un appartamento “signorile usato” costa 1.400 euro a mq a Montà, Sant’Ignazio e Guizza e solo 890 euro alla Prima Arcella. Mentre un “signorile nuovo” va dai 1.900 euro a mq di Montà-Sant’Ignazio a 1.800 euro a mq della Guizza fino a 1.600 della Prima Arcella. Peggio se “economico usato”: le mille euro di Montà-Sant’Ignazio diventano 800 alla Guizza e 600 alla Prima Arcella.

Gli operatori non nascondono una crescente preoccupazione: «Stiamo vendendo immobili a prezzi inferiori a quelli di costruzione», avverte Guerino Polito, presidente regionale della Fiamm (360 agenzie e 1200 operatori), già titolare dell’agenzia immobiliare Antoniana.

«Per realizzare un appartamento di media qualità - spiega - vanno conteggiate 1000 euro a metro quadrato a cui aggiungere circa 300 euro al mq per l’acquisto dell’area. Dunque vendere a 1.000 euro al mq significa vendere in perdita: non era mai accaduto dal Dopoguerra». Non va meglio il centro storico: il 30% delle case di pregio in vendita, non le compra nessuno. In soccorso ai proprietari, negli ultimi anni, sono arrivati gli studenti. «Gli universitari dettano legge - riferisce Polito - e così belle case centralissime, ma invendute vengono affittate a 4-5 ragazzi portando a casa un canone di mille euro. Un aiuto che non è arrivato dalla politica, perché non ci sono sufficienti investimenti nelle potenzialità turistiche ed artistiche della città, è arrivato dall’Università e dal mercato».

A poco serve una tassazione cittadina non particolarmente vessatoria. Il Comune infatti non applica Tasi sulle seconde case e mantiene l’aliquota Imu tra le più basse.

«A conti fatti per un proprietario padovano», conferma Polito, «c’è un risparmio annuale di 400-500 euro di tasse sulla sua proprietà. Il problema però è il fisco in generale: il fisco prende la rendita e la rivaluta di un 5%, quindi applica un coefficiente di 160 (per abitativo) generando un aumento del valore catastale del 60%: ai fini del calcolo dell'Imu per alcune case il valore risulta superiore del 50% del valore reale». Quanto pesa la tassazione? «Facciamo un esempio: un appartamento di 100 mq semicentrale - riferisce Polito - con riscaldamento centralizzato, ha un Imu intorno ai 1.700 euro annui, più 2 mila di spese condominiali, più altre 300 di manutenzione. Non è difficile capire perché i proprietari accettano di affittarlo a costi calmierati: almeno recuperano un po’ di spese».

Tutt’altra musica per la prima casa: «La prima casa oggi è agevolata al massimo e abbiamo la normativa più vantaggiosa d'Europa: pago solo il 2% sul valore catastale e così il 92% delle compravendite in città sono prime case, magari intestate a moglie e figli».

Saranno le regole fiscali, sarà il mercato favorevole per chi ha capitali, ma nei primi 3 mesi dell’anno, a Padova, si è registrato un aumento del 22% delle compravendite rispetto allo stesso periodo del 2015. Attenzione però: l'aumento delle compravendite non coincide con la ripresa del mercato perché i prezzi continuano a precipitare. Il che porta con sé un altro fenomeno drammatico: le aste.

«Nel 2015 sono andate all’asta 4 mila abitazioni, un numero enorme - precisa Polito - tanto più perché le proiezioni dicono che è destinato ad aumentare».

E così alcuni appartamenti, come alla Stanga, nel complesso San Gregorio, costano quanto un suv: 60 mila euro, la metà rispetto a prima del fallimento della società immobiliare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Prostituzione e violenze sessuali, sgominata a Bologna banda che reclutava giovani ragazze albanesi

Gallinella su purea di zucca, patate croccanti e cavolo riccio

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi