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Botte in caserma, una querela per Casarini

Dal dirigente di Sel un post contro Luigi Scaringella. La figlia del maresciallo: infamata la sua memoria

ESTE. «Ricordi maresciallo Scaringella quando mi colpivi con l'asciugamano bagnato?».

È per questa frase che gli auguri rivolti alla candidata Beatrice Andreose costeranno una denuncia per diffamazione a Luca Casarini, già leader del movimento no-global italiano e oggi dirigente nazionale di Sel.

Dagli arresti domiciliari che sta scontando a Palermo - è stato condannato a una pena di 3 mesi per avere occupato un immobile sfitto da anni attuando un progetto di autorecupero - Casarini lo scorso ...

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ESTE. «Ricordi maresciallo Scaringella quando mi colpivi con l'asciugamano bagnato?».

È per questa frase che gli auguri rivolti alla candidata Beatrice Andreose costeranno una denuncia per diffamazione a Luca Casarini, già leader del movimento no-global italiano e oggi dirigente nazionale di Sel.

Dagli arresti domiciliari che sta scontando a Palermo - è stato condannato a una pena di 3 mesi per avere occupato un immobile sfitto da anni attuando un progetto di autorecupero - Casarini lo scorso 4 giugno ha voluto manifestare appoggio alla candidata a sindaco Beatrice Andreose (L’Altra Este), postando sulla sua pagina Facebook un messaggio: «Un abbraccio forte a Beatrice Andreose, la sindaca che vorrei se abitassi a Este», aveva scritto l'ex no-global. «Ci ho fatto parte delle superiori in quella cittadina murata. I primi collettivi. La mia prima notte di arresto e botte di carabinieri, ricordi maresciallo Scaringella quando mi colpivi con l’asciugamano bagnato? I primi scontri seri con i fascisti, e sono stato anche espulso dall'Itis dopo l’occupazione della scuola».

Il post è arrivato anche a Tiziana Scaringella, figlia del carabiniere citato da Casarini e additato come autore di interrogatori violenti e intimidatori: il maresciallo Luigi Scaringella, allora, era comandante della stazione di Este. Passato poi a dirigere la stazione di Santa Margherita d'Adige, per due mandati dopo il congedo è stato consigliere comunale a Este di Forza Italia, fino alla morte improvvisa avvenuta a 70 anni, il 18 dicembre 2012.

«A distanza di tre anni dalla sua morte il nome di mio padre viene disonorato in questa maniera», denuncia la figlia. «Casarini infanga la memoria di un uomo che ha dato tantissimo a questa città. È mia intenzione sporgere querela contro chi ha scritto quel post. Un attacco come questo, che lede l'onore di famiglia e di un'intera città» aggiunge «è frutto di una campagna elettorale e di un modo di fare politica disgustosi. In questa campagna elettorale se ne sono viste di tutti i colori».

Ieri Giulio Marcon ed Erasmo Palazzotto, deputati del gruppo di Sinistra Italiana, hanno annunciato un’interrogazione parlamentare sull'atteggiamento che il Tribunale di Sorveglianza di Venezia, che ha negato l’affidamento ai servizi sociali, confermando gli arresti domiciliari, ad altri due attivisti del Padro, come aveva fatto all’inizio del mese per Casarini. (n.c.)