«Amavo Debora, sono stato tradito»

Delitto di Isabella, il maresciallo Verde scrive alla tivù. La procura cerca su soldi e armi sequestrati alla Sorgato, il dna dell’ex

PADOVA. Su mandato della Procura Iolanda Bonifazi, mamma di Gianluca Ciurlanti, secondo marito di Debora Sorgato e padre di suo figlio, morto il 30 agosto del 2002 in un incidente in moto a San Giorgio in Bosco, è stata sottoposta al prelievo di Dna.

Un dato che potrebbe essere utile per rivelare eventuali tracce di Gianluca su pistole, coltelli e denaro sequestrati a Debora e Freddy. Agli inquirenti infatti interessa capire se le armi e i contanti, trovati nascosti in casa del maresciallo Giuseppe Verde - compagno di Debora dal 2006 fino all’arresto della donna, ora indagato per violazione del segreto d’ufficio e accesso abusivo in banca dati - facciano parte di un passato legato a Ciurlanti, e magari alle rapine a mano armata per cui lo stesso era stato condannato.

L’8 marzo scorso il maresciallo Verde, mentre in carcere si stavano tenendo gli interrogatori di Freddy Sorgato, Debora Sorgato e Manuela Cacco, aveva chiamato gli ex colleghi di lavoro dicendo di aver scoperto in casa alcuni scatoloni con materiale della compagna Debora.

L’appartamento di via Vigonovese 200 era stato quindi perquisito e i poliziotti della Mobile avevano trovato in uno scatolone di cartone una busta con 10 mila euro in contanti, in un sacco di nylon un’altra montagna di mazzette, per un totale di 124 mila euro. Sotto un vecchio piumone, poi, avevano scoperto due pistole: una Beretta calibro 7.65 con il colpo in canna e 71 proiettili e una Astra di fabbricazione spagnola calibro 9x21 con 51 proiettili. Tutto materiale sequestrato e attribuito a Debora Sorgato, indagata per riciclaggio e detenzione illecita di armi. Il Dna prelevato dalla mamma di Ciurlanti a questo punto potrebbe essere fondamentale per gli investigatori per capire la provenienza di denaro e armi.

Intanto nella puntata di ieri di Pomeriggio 5, Barbara D’Urso ha letto una lettera che avrebbe mandato al programma il maresciallo Verde: «Scrivo queste poche righe perché non riesco più a sopportare questa situazione che mi è caduta addosso senza nessuna colpa», dice il maresciallo. «Mai avrei pensato che la mia donna potesse essere implicata in un fatto del genere. Io che ho dato la mia vita all’Arma e alla difesa del cittadino, trovarmi coinvolto in tutto questo mi ha devastato psicologicamente e fisicamente».

E ancora: «Mi sento tradito. Tutti parlano senza sapere, facendo finta che le loro vite con i propri compagni siano diverse. Mi fidavo di una donna come tutti noi ci fidiamo di chi amiamo e sfido chiunque a controllare l'intimità della propria compagna. Sono stato accusato di tutto, di averla coperta. Nulla di tutto questo». E infine: «Io voglio continuare a dedicare la mia vita all’Arma, ora come sempre. In questo momento però non riesco ad affrontare con serenità il rapporto con la gente. Chiedo solo una cosa, spegnete i riflettori su di me e lasciatemi solo con il mio dolore».

Sempre a Pomeriggio 5 ieri era ospite Paolo Noventa, il fratello di Isabella, che ha lanciato l’ennesimo appello, questa volta ai figli di Manuela Cacco: «Siete anche voi genitori, vi prego dite a vostra madre di parlare». Nei prossimi giorni, condizioni meteo permettendo, dovrebbero riprendere le ricerche del corpo della segretaria di Albignasego. La polizia, con l’ausilio dei cani molecolari, controllerà la zona dei campi attorno alla villetta di Freddy Sorgato, in via Sabbioni, a Noventa Padovana, dove un vicino di casa ha dichiarato di aver visto il ballerino autotrasportatore aggirarsi qualche giorno prima dell’omicidio di Isabella.

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