Appello del questore per ritrovare Isabella

Lo ha lanciato Bernabei in occasione della Festa della Polizia. Freddy sulla lettera alla Cacco: l'ho mandata quando ancora non collaborava

PADOVA. «Anche dal punto di vista della strategia difensiva degli indagati sarebbe l'unica cosa utile: favorire il rinvenimento del cadavere. Sarebbe un segno di ravvedimento che potrebbe essere utile pure a loro. Auspichiamo prima possibile il ritrovamento del corpo della povera Isabella e ci aspettiamo che qualche indicazione possa venire dagli stessi indagati».

Il questore. È l'appello lanciato ieri dal questore di Padova, Gianfranco Bernabei, a margine della festa della polizia con riferimento alle indagini sull'omicidio di Isabella Noventa, la segretaria 55enne di Albignasego uccisa – secondo gli investigatori – dal terzetto diabolico formato da Freddy Sorgato e dalla sorella Debora con l’amica Manuela Cacco, la tabaccaia di Camponogara. Che è stata destinataria di un’appassionata lettera d’amore firmata da Freddy. Una lettera non recente: Freddy, in carcere a Padova, ha ammesso che quella missiva risalirebbe ad alcuni giorni successivi al fermo del terzetto, finito dietro le sbarre il 16 febbraio.

La collaborazione. Giorni in cui la Cacco stava riflettendo sulla possibile collaborazione, poi iniziata il 25 febbraio e conclusa il 7 marzo nel corso di due interrogatori che si sono svolti nel carcere di Verona dove era detenuta insieme a Debora. Ma quando quest’ultima, tramite altre detenute, aveva inviato un messaggio alla complice decisa a sganciarsi dai Sorgato, Manuela è stata trasferita nel carcere di Venezia.

La lettera. È il 24 marzo e, pochi giorni dopo, arriva nel capoluogo scaligero la lettera che ha già passato il vaglio degli investigatori. Lettera che, mancando la destinataria, torna a Padova e viene inviata Venezia. «Anche se per ora siamo divisi, spero che quando tutta questa tempesta passerà, potremo di nuovo rivivere il nostro amore» si legge in uno dei passaggi.

Un messaggio in codice? Gli investigatori non lo escludono: del resto Manuela è sempre stata l’anello debole del terzetto. Freddy lo sapeva: era stata lei l’unica a crollare la notte tra il 15 e il 16 febbraio quando, in questura, aveva svelato la messinscena davanti alle telecamere del centro storico di Padova («Freddy mi ha chiesto di sfilare con il piumino bianco di Isabella»). Un tentativo di depistaggio per avvalorare l’ipotesi di una scomparsa volontaria e allontanare i sospetti di un omicidio.

 

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