Lipu, ultimo battito d’ali Casse vuote per i rapaci

Domani l’atto finale a Cava Bomba con la liberazione di gheppi, poiane e gufi Gli animalisti: «Non riusciamo più a pagare le cure e i veterinari, siamo soli»

CINTO EUGANEO. L’ultima liberazione. È un triste annuncio quello che arriva dalla Lipu di Padova, la Lega italiana protezione uccelli: domani, alle 10.30, nel complesso del Museo geopaleontologico di Cava Bomba a Cinto Euganeo verranno liberati sei rapaci - tre gheppi, due poiane e un gufo - curati dai volontari dell’associazione animalista. «L’appuntamento sarà probabilmente l'ultimo di una storia che dura da 25 anni e che ha visto i nostri volontari impegnati nella cura e nella riabilitazione di migliaia di animali, a titolo completamente volontario» spiega il responsabile Giulio Piras «L’incerto destino delle Province e l’assenza di garanzie sul pagamento delle parcelle dei veterinari non ci permettono di continuare in questa situazione, insostenibile per noi dal punto di vista economico e logistico. Oltre all’emozione del ritorno in natura, ci accompagneranno stavolta una grande amarezza e un’enorme apprensione per il destino degli animali selvatici padovani».

La cura della fauna selvatica è di fatto competenza statale, anche se la delega va quasi sempre alle Regioni. A Padova l’ente regionale ha passato la “patata” alla Provincia, che a sua volta ha creato negli anni convenzioni con la Lipu e con l’associazione Il Gheppio. Gli accordi hanno previsto negli ultimi quindici anni un rimborso economico di circa 7 mila euro all’anno: «Una cifra irrisoria, che ovviamente non è mai bastata a coprire le spese per veterinari, cibo, medicinali e quanto serve per curare e riambientare i nostri rapaci. Bisogna peraltro pensare che ogni anno riusciamo a salvare dai 500 ai 600 animali, un numero certamente non trascurabile», ricorda Piras. Regione e Provincia, nel 2005, avevano ipotizzato di destinare alla Lipu una struttura da far diventare centro di riabilitazione per gli animali recuperati e affidati alla lega animalista: si tratta dell’ex polveriera di Albignasego, edificio che a distanza di anni non ha ancora trovato spazio per la Lipu.

Non solo, dal 31 dicembre scorso è scaduta anche la convenzione che lega Provincia e Lipu: «Oltre alla mancanza di fondi, ora è venuta meno anche la tutela legale. Ricordo infatti che la fauna selvatica è di proprietà dello Stato e noi non possiamo operare in piena autonomia». Nonostante questo i dodici volontari Lipu - spesso ospitandoli nelle loro case - hanno già salvato da inizio anno ben cento rapaci, alcuni dei quali saranno appunto liberati domenica. Ma sarà l’ultima volta, un po’ perché le risorse sono veramente finite e un po’ perché è l’ora di mandare un messaggio forte e chiaro alle istituzioni. E quasi mezzo migliaio di animali, ora, rischiano la pelle.

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