Branchi di cinghiali a spasso per via Appia Monterosso

Il sindaco di Abano: «Hanno già provocato incidenti, autorizziamone la caccia» Il suo collega di Teolo: «La Regione non fa nulla, tanto vale uscire dal Parco Colli»

ABANO TERME. Monterosso è invasa dai cinghiali. È una vera e propria emergenza quella che si stanno trovando ad affrontare i residenti della zona al confine tra i comuni di Abano e Teolo. Un'emergenza che sperimentano da qualche sera a gli automobilisti, che si imbattono, con il calare delle tenebre, in branchi di 10-15 cinghiali. Passare per via Appia Monterosso,che collega villa Bassi con La Croce di Teolo, è diventato un incubo per gli automobilisti, che si trovano a dover rallentare bruscamente per lasciare passare gli animali selvatici che attraversano la strada dal monte verso i campi. In alcuni momenti vengono a formarsi delle code. «Ho vissuto una situazione simile pure io, qualche giorno fa rientrando da una riunione», spiega il sindaco di Abano Luca Claudio. «Un'auto è andata a sbattere addosso a un cinghiale distruggendo tutta la parte anteriore. La situazione è preoccupante e gli stessi residenti stanno inondando il Comune di segnalazioni. La gestione del problema da parte del Parco Colli, ma soprattutto della Regione, è fallimentare. È arrivato il momento di liberalizzare la caccia del cinghiale, imponendo delle norme di sicurezza. Di questo passo purtroppo non si va da nessuna parte. Per prendere un cinghiale il Parco paga 1.500 euro, che potrebbero essere risparmiati liberalizzando la caccia. C'è poi tutti un business che si potrebbe sfruttare attorno alla carne di cinghiale, come hanno già fatto in Toscana. Questa è un'altra mancanza della Regione. I cinghiali ormai arrivano in città e sono pronto a prendere provvedimenti, anche se la gestione non è di competenza del Comune, pur di preservare i residenti e il turismo». «La Regione se ne sta completamente fregando», aggiunge Moreno Valdisolo, sindaco di Teolo. «A Venezia non ne vogliono sapere di stanziare soldi per affrontare quella che è divenuta una piccola guerra. Si viaggia, con i fondi attuali, con una media di 100 abbattimenti a settimana. Sono purtroppo insufficienti per arginare un problema che sta diventando sempre più grande». Valdisolo è pronto ad azioni forti. «Faccio parte del consiglio del Parco, a maggio scade il mio mandato, e a queste condizioni difficilmente resterò all'interno del Parco, che ha perso la natura e gli obiettivi con cui era nato 25 anni fa. Se non si riesce ad affrontare direttamente dalla Regione il problema dei cinghiali, si passi almeno la competenza ai Comuni, che già versano come contributo al Parco 50 centessimi a cittadino. Monterosso e Feriole sono in piena emergenza».

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