Oltre cento operazioni l’anno per la riduzione dello stomaco

All’Azienda ospedaliera di Padova il numero di interventi di chirurgia bariatrica è aumentato di dieci volte negli ultimi cinque anni. In dodici mesi, nel reparto di Chirurgia plastica, vengono...

All’Azienda ospedaliera di Padova il numero di interventi di chirurgia bariatrica è aumentato di dieci volte negli ultimi cinque anni. In dodici mesi, nel reparto di Chirurgia plastica, vengono eseguiti oltre cento “interventi XXL” per limitare l’introduzione e l’assorbimento di cibo nello stomaco. I pazienti arrivano da tutt’Italia. «Il problema dell’obesità è sempre più diffuso e globale» dichiara il professor Franco Bassetto, direttore della Chirurgia plastica, «a Padova stiamo assistendo a un boom di interventi di chirurgia dell’obesità. Ormai siamo arrivati a fare anche tre interventi di riduzione dello stomaco a settimana e abbiamo molti pazienti in lista d’attesa. Le tecniche si sono affinate nel corso del tempo, dieci anni fa era molto più rischioso affrontare operazioni di questo tipo».

Il Veneto è tra le regioni meno “in forma” d’Italia con più del 10,5 per cento della popolazione affetta da obesità. Il dato Istat si traduce in 430 mila veneti con gravi problemi di eccesso ponderale. Quando restrizioni caloriche, attività fisica e farmaci falliscono e la gestione del peso diventa una questione di vita o di morte, la scelta chirurgica per molti obesi diventa inevitabile. Ermai esistono diversi tipi di intervento: il bendaggio gastrico (si posiziona un anello in silicone regolabile all’altezza dello stomaco), la sleeve gastrectomy (si riduce lo stomaco con una resezione a manica di giacca) e non solo. «Un paziente che perde cinquanta chili» spiega il professor Bassetto, «poi deve affrontare almeno tre o quattro interventi di chirurgia estetica o, più precisamente, di chirurgia “morfofunzionale”. Sono interventi di correzione come addominoplastiche, mastoplastiche, lifting e lipoaspirazioni. Per noi è diventata una vera e propria emergenza». Se ne è parlato venerdì scorso, a Villa Contarini, durante il primo convegno nazionale dell’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica dell’obesità (Aicpeo), programmato per fare il punto su problematiche normative e tecniche che riguardano questo specifico settore. Se l’obesità è grave, le spese degli interventi possono essere a carico del servizio sanitario nazionale. La situazione però cambia da regione a regione. «In questi casi gli interventi di estetica sono funzionali a garantire una buona qualità di vita del paziente», aggiunge Bassetto. Il Veneto è l’unica regione con un percorso diagnostico terapeutico per il trattamento dell’obesità: il paziente è preso in carico a livello multidisciplinare: il protocollo è stato completato in cinque anni grazie alla collaborazione di Mauro Saia, referente per la Regione, Maria Laura Chiozza per l’azienda ospedaliera. (e.f.)

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