Ospedale, turni massacranti: scatta la denuncia

Dopo lo sciopero generale, nuova iniziativa dei sindacati degli infermieri, oss, tecnici

IPADOVA. l registro dei turni degli infermieri dell’Azienda ospedaliera di Padova finirà sul tavolo dell’ispettore del lavoro. Scatta la denuncia per violazioni dei contratti di lavoro del personale del comparto nei confronti dell’ente di via Giustiniani. È la prima mossa decisa dai sindacati della sanità, all’indomani dello sciopero generale. L’appuntamento con l’Ispettorato del lavoro di Padova è già stato fissato per giovedì. Cgil Cisl, Uil e Rsu elencheranno i reparti e le sale operatorie dove gli infermieri arrivano a fare anche 16 turni di reperibilità al mese, quando per legge ne sono previsti al massimo sei.

L’Ispettorato del lavoro è un ufficio che si occupa di verificare il rispetto delle normative in materia lavorativa. I suoi funzionari hanno la qualifica di responsabili di polizia giudiziaria e quindi possono agire dal punto di vista amministrativo e penale. Il rischio è che, a seguito di accertamenti, l’Azienda ospedaliera venga sanzionata.

«Lo sciopero di venerdì scorso è riuscito, ma ora bisogna mettere in atto altre forme di pressione per ottenere il rispetto dei diritti dei lavoratori» spiega Fabio Turato della Cisl, «in primis ci rivolgeremo all’ufficio territoriale del lavoro, poi passeremo allo Spisal. Se non si spendono i soldi per assumere nuovo personale, saranno utilizzati per pagare le multe. È necessario cambiare mentalità». La protesta di venerdì è iniziata con un sit-in davanti al Pronto soccorso ed è continuata con un corteo, formato da circa 250 persone, diretto verso la direzione generale. Secondo i sindacati ha aderito il 60-70 per cento dei non precettati, ovvero 900 su 1.300 professionisti in servizio. Secondo l’amministrazione aziendale, invece, avrebbe aderito alla serrata 15,7 per cento del comparto sanitario e il 5,5 per cento del totale dei lavoratori (4 mila). I dati generali, dunque, sono fortemente discordanti. Ma un fatto è certo: la protesta è stata compatta nelle 55 sale operatorie, dove hanno incrociato le braccia 87 persone su 140. Nelle due piastre endoscopiche, 11 operatori su 16. Gli interventi chirurgici che sono saltati durante le ore di stop saranno riprogrammati ed eseguiti nei prossimi giorni.

«L’Azienda del direttore Luciano Flor non è stata in grado di darci sicurezze in merito a nuove assunzioni e per questo motivo proseguiremo nella lotta» aggiunge Giancarlo Go della Cgil, «durante lo sciopero molti pazienti si sono riversati sul territorio, i medici di base hanno passato la giornata a fornire l’assistenza che l’ospedale centrale non poteva garantire». Lo stato di agitazione continuerà con il blocco degli straordinari e la firma dell’imminente piano ferie.

«Inviteremo i lavoratori a fare una diffida nei confronti dell’Azienda ospedaliera per evitare di essere contattati telefonicamente durante i giorni di riposo» sottolinea Luigino Zuin della Uil, «questo perché accade che gli infermieri vengano precettati in maniera inaspettata se salta il turno di qualche collega. Purtroppo accade spesso e la richiesta assomiglia a un ricatto. È una forma di vessazione perché se un lavoratore è in riposo, è giusto che non venga importunato. I più martoriati sono gli infermieri turnisti».

I sindacati chiedono inoltre a gran voce nuove progressioni orizzontali dei contratti. «I salari sono bloccati da troppi anni» specifica Zuin, «vista la situazione critica non firmeremo nessun pacchetto e nessun progetto, tanto la quota economica di premio da spartire è esigua».

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