La bimba morta annegata: "Tirata su che ancora respirava"

Il papà della piccola Tina Korotimi racconta i frenetici minuti di rianimazione della bambina finita accidentalmente in piscina. Segnali di ripresa e poi la fine

PIAZZOLA SUL BRENTA. Una tragedia consumata in meno di tre minuti. È quanto ci ha messo Tina Korotimi, la piccola principessa dagli occhi vispi, per sfuggire alla vista di mamma e papà e curiosare fuori dal locale per essere attratta dalla bella piscina e caderci dentro. Non riesce a farsene una ragione la mamma Nana Traore, che dal momento della disgrazia continua a sentirsi male: ricoverata fino a notte fonda sotto tranquillanti, anche nella mattinata di ieri ha avuto continui crolli a casa.

Parla il padre della piccola morta in piscina: "Tirata fuori dall'acqua che respirava"

È il marito Banouhoun Samake in queste ore di totale disperazione a tenere su la famiglia, nonostante in fardello che si porta appresso. La famiglia vive in via Jutificio 20, nel raffinato e nuovo complesso del parco della Contessa in centro a Piazzola. La coppia abita lì con le due figliolette - la più piccola di neanche 4 mesi - dal 2012, al secondo piano di una palazzina inserita in un contesto residenziale che è il fiore all'occhiello della città dei Camerini. A parte i vicini di casa, non hanno molte amicizie in paese, ma sono molto inseriti e integrati a Padova, dove l'uomo ha abitato per tanti anni, passando prima per Cadoneghe.

Originario del Mali, è in Italia da 16 anni e lavora come metalmeccanico alla ditta Ravagnan di Limena. Un gran lavoratore, stimato da colleghi e titolari.

Durante una delle ultime vacanze trascorse al suo Paese conosce Nana ed è amore a prima vista: tornano insieme in Italia, si sposano e mettono su famiglia a Piazzola.

Banouhoun, Banu per gli amici, è molto conosciuto a Padova per il suo grande impegno da tantissimo tempo nel volontariato, in particolare nel gruppo Scout Pablo Neruda di Padova, una comunità laica che accoglie anche persone di altre religioni, come appunto i Samake che sono musulmani, con l'obiettivo dell'educazione civica, morale e fisica dei giovani. I Samake erano proprio con loro la sera della tragedia: stavano festeggiando il compleanno di un trentenne padovano.

«È stato tutto così fulmineo» racconta trafelato il padre della bambina «Il tempo di alzarmi dal tavolo e servirmi per il buffet e Tina era sparita. L'ho cercata subito fuori e non l'ho vista. Sono tornato dentro e nemmeno lì c'era, poi mia moglie si è diretta verso la macchina pensando fosse ritornata lì e in quel momento è arrivato un ragazzo dicendo che c’è un bambino in acqua. Era lei. Un signore si è subito buttato dentro alla piscina e l'ha tirata fuori. Respirava ancora. Due amici medici che erano con noi hanno cercato di rianimarla. Era ancora viva. Ha vomitato tre volte. Ma poi se n'è andata sotto i nostri occhi. Un dolore troppo forte. Sono arrivate due ambulanze e hanno provato nuovamente a riportarla in vita, ma non c'è stato nulla da fare».

Tina aveva due anni e quattro mesi. Era nata a Cittadella, come la sorellina più piccola, Kadiatù venuta alla luce il 31 dicembre dello scorso anno. «Avrebbe dovuto cominciare l'asilo a settembre» riferisce il papà «l'avevamo già iscritta qui a Piazzola. Era una bambina sveglia, dolce e vivace. La coccolona di tutti. Sabato sera siamo andati alla festa di compleanno tardi: l'appuntamento era alle 17, ma noi siamo giunti al locale verso le 19. Era già sera ed eravamo dentro. Avevamo appena consumato l'antipasto, ma la festa si è trasformata subito in tragedia. Un destino terribile. Ora stiamo valutando con la nostra comunità religiosa come procedere per la sepoltura, se qui o se trasferire la piccola salma in Mali».

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