«L’ex seminario va blindato chiudendo tutti gli accessi»

Ordinanza del Comune di Selvazzano dopo la bravata dei selfie in cima alla torre Curia obbligata a mettere in sicurezza l’intero complesso entro venti giorni

SELVAZZANO. Il responsabile del Settore tecnico del comune di Selvazzano Dentro, architetto Leonardo Minozzi, venerdì ha firmato l’ordinanza che obbliga il Seminario Vescovile di Padova, nella figura del rettore don Giampaolo Dianin, proprietario del complesso immobiliare di via Montegrappa a Tencarola, a ripristinare urgentemente le recinzioni dell’area sull’intero perimetro e a chiudere eventuali varchi interni. Il comune dà tempo all’ente religioso venti giorni per eseguire le opere. «In caso di inottemperanza si assumeranno i relativi provvedimenti di competenza provvedendo ad addebitare le spese al Seminario Vescovile di Padova» si legge nel documento. La decisione di imporre alla Curia la messa in sicurezza del complesso dell’ex seminario di Tencarola era nell’aria. Il sindaco di Selvazzano Dentro, Enoch Soranzo, una ventina di giorni fa si era imbufalito quando i volontari della protezione civile, durante una giro di perlustrazione all’esterno del perimetro, si erano accorti che sui tetti dell’ala ovest a una altezza di oltre 30 metri tre giovani erano saliti per farsi un selfie. Il terzetto di ventenni è stato atteso alla base del fabbricato dagli agenti della polizia municipale e identificato. In un passaggio dell’ordinanza il capo ufficio Tecnico scrive: «Si ritiene che lo stato di abbandono dell’immobile favorisca l’insorgere di eventi pericolosi, come appunto l’accesso al tetto dell’edificio, e comporta, peraltro, la necessità di contrastare il fenomeno mediante l’adozione di idoneo provvedimento». Il problema del pericolo all’interno dell’immobile non è cosa nuova. Ultimamente, pero, oltre ai bivacchi notturni dei senzatetto, ha preso corpo la moda del selfie dai punti più alti del complesso. Molto gettonata per l’autoscatto con alle spalle il panorama sulla città di Selvazzano e sui Colli Euganei è la torre dell’acquedotto che è alta quasi 40 metri. Nonostante il Comune abbia provveduto alla saldatura della porta in ferro al telaio, da dove si accede alla scaletta, nel giro di alcuni mesi per ben due volte sono stati visti dei giovani farsi un selfie sul terrazzo del serbatoio. «Nell’incontro che ho avuto recentemente con il vescovo don Claudio Cipolla, oltre a parlare dei problemi legati agli accertamenti Ici e Imu relativi all’immobile abbandonato che il comune ha inviato in Curia, abbiamo affrontato anche il tema della sicurezza. Su quest’ultimo argomento il capo della chiesa padovana si è detto disposto ad affrontarlo» afferma il sindaco Enoch Soranzo.

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