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Neonata ferita e drogata potestà dei genitori a rischio

Al tribunale dei Minori il caso della piccola con un taglio alla lingua e risultata positiva alla coca. Mamma e papà: nessun maltrattamento

di Sabrina Tomè
1 minuto di lettura

PADOVA. Il caso della bimba di appena un mese e mezzo portata all’ospedale lo scorso 24 febbraio con un profondo taglio alla lingua e risultata positiva alla cocaina, è all’esame del tribunale dei Minori. E i genitori rischiano di perderne l’affidamento. La bimba - le cui condizioni erano inizialmente molto critiche non solo per la ferita, ma anche per la quantità di sangue che aveva perso - fortunatamente sta meglio.

La piccola era stata portata prima in un ospedale del Veneziano e successivamente trasferita a Padova per essere operata. L’intervento è andato molto bene e le cure, di altissimo livello, hanno permesso alla neonata di riprendersi. Ma i medici hanno deciso ulteriori approfondimenti scoprendo che la bimba era positiva alla cocaina; analoghi test sui genitori avrebbero invece dato esito negativo. Non solo: il taglio che la piccola presentava è stato ritenuto non compatibile con la dinamica riferita dalla madre, vale a dire la caduta dal seggiolino e il ferimento con il giubbotto. Il caso, come prevede la procedura in situazioni di sospetti maltrattamenti, è stato preso in carico dalla Casa del Bimbo Maltrattato; i responsabili hanno convocato i genitori spiegando i dubbi sulla vicenda. Nel frattempo la coppia, anche tramite un legale, ha chiesto che la bimba, se giudicata guarita, venga dimessa dall’ospedale e che mamma e figlia possano tornare a casa. I genitori hanno escluso con forza maltrattamenti sulla piccina: è stato un incidente, hanno ripetuto e la bimba è stata portata immediatamente in ospedale, appena successo. Quanto alla presenza di cocaina nel sangue, hanno affermato, essa potrebbe essere spiegata con le trasfusioni a cui la neonata è stata sottoposta.

La piccola è attualmente ancora ricoverata in Pediatria, ma la vicenda è avviata verso l’epilogo in tempi rapidi. «A brevissimo è previsto un incontro chiarificatore con i genitori», spiega il primario di Pediatria, il professor Giorgio Perilongo.

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