«Non aprite a persone sospette»

Allarme dell’Inps: «Girano falsi ispettori, i nostri non chiedono soldi»

Aumentano le truffe ai danni degli anziani, anche da parte di finti ispettori dell’Inps. Arriva dal direttore provinciale dell’istituto previdenziale di Padova Dario Buonomo l’allarme sul diffondersi dei raggiri a spese dei più deboli. «Abbiamo registrato un crescendo di segnalazioni» conferma Buonomo, «di rado gli anziani si rivolgono a noi direttamente in caso siano incappati in una truffa, nella maggior parte dei casi vanno dai carabinieri o dalla polizia. Non abbiamo un vero e proprio osservatorio sul fenomeno, tuttavia siamo i grado di monitorare l’andamento e purtroppo ultimamente i casi sono aumentati».

Il problema è quali consigli fornire agli anziani per fare in modo che rimangano vittime dei malintenzionati: «Per quanto riguarda l’Inps» fa notare il direttore, «va detto che nessuno dei nostri ispettori si reca a domicilio per eseguire operazioni che prevedono transazione di denaro, nè consegna o richiesta di documenti. In ogni caso, mai si fanno visite a domicilio per questioni inerenti la pensione o gli assegni di disoccupazione o ancora per accertamenti sanitari per l’invalidità. Di certo bisogna diffidare di coloro che si presentano con questo tipo di scuse». Normalmente la visista di un ispettore dell’Inps può esserci nel caso in casa sia impiegata una colf o una badante, per i controlli sulla regolarità della contribuzione. Il consiglio, comunque, è di non far entrare in casa le persone sospette: «Nel dubbio» suggerisce il direttore Buonomo, «ci si impegna a presentarsi nella nostra sede per adempiere alle eventuali pratiche richieste».

Elena Livieri

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