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Casolare devastato da cinque vandali

Hanno bruciato materassi e infissi, danneggiato vecchi attrezzi e mobili tanto per fare qualcosa: saranno denunciati

MEGLIADINO SAN FIDENZIO. Un "picnic" alcolico, vandalico e oltraggioso. È quanto è stato messo in atto in questi giorni di festa da cinque giovanissimi del Montagnanese, che si sono letteralmente impossessati di un vecchio casolare di campagna trasformandolo incivilmente in una vera e propria casa degli sfoghi. La festa, fatta di danneggiamenti e piccoli incendi, è stata interrotta solo dalla proprietaria del rustico, che ha chiamato i carabinieri e che ora probabilmente provvederà a denunci ...

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MEGLIADINO SAN FIDENZIO. Un "picnic" alcolico, vandalico e oltraggioso. È quanto è stato messo in atto in questi giorni di festa da cinque giovanissimi del Montagnanese, che si sono letteralmente impossessati di un vecchio casolare di campagna trasformandolo incivilmente in una vera e propria casa degli sfoghi. La festa, fatta di danneggiamenti e piccoli incendi, è stata interrotta solo dalla proprietaria del rustico, che ha chiamato i carabinieri e che ora probabilmente provvederà a denunciare i cinque ragazzi.

La Pasqua alternativa del quintetto - composto da ragazzi italiani intorno ai vent'anni, tutti del posto - si è consumata venerdì scorso all'interno di un casolare di via Roaro. Il rustico, vecchia abitazione di campagna, già prestata in passato a una comunità religiosa per ospitare i soggiorni estivi di ragazzi in difficoltà, non è nuova a vandalismi e danneggiamenti. Quelli di venerdì, però, sono andati oltre ogni limite. La banda di ragazzi si è intrufolata nel casolare riuscendo mettendo subito mano ai serramenti per provvedere ad accendere il fuoco per un barbecue pasquale: porte, finestre, ma anche mobilia e carte sono stati utilizzati come combustibile.

All'interno dell'immobile sono stati appiccati vari roghi, utilizzando persino alcuni materassi. Il gesto più ignobile è però arrivato quando i cinque vandali si sono arrampicati con una scala di fortuna sopra un pagliaio, dove erano custoditi tre carri agricoli del primo Novecento. Pezzi di storia contadina, dal forte valore affettivo (appartenevano ai bisnonni degli attuali proprietari) e non solo: strumenti come questi, spesso ospitati da musei e allestimenti, possono valere anche intorno ai 4 mila euro. I carri sono stati letteralmente gettati giù dal pagliaio e utilizzati per alimentare il focolare.

Solo l'arrivo della titolare del casolare - che ha pescato i cinque peraltro piuttosto ubriachi - ha scongiurato che tutti e tre diventassero cenere: il più piccolo è stato infatti salvato dalle fiamme. «Mi ha ferita la caparbietà e la cattiveria con la quale hanno meticolosamente distrutto ogni cosa», è l'amaro commento della donna, che già nel 2014 aveva dovuto subire un incendio doloso che aveva distrutto buona parte del casolare e vanificato i lavori di restauro messi in atto dai volontari che gestivano la struttura per i centri estivi.

Venerdì sul posto sono arrivati i carabinieri di Santa Margherita d'Adige, che tuttavia non hanno potuto avviare alcuna denuncia d'ufficio. Sarà la proprietaria dell'immobile, nei prossimi giorni, a denunciare il quintetto.

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