La generazione social nella foresta di Tony Gallo

Massimiliano Sabbion, Tony Gallo e Diletta Biondani

Il critico d'arte Massimiliano Sabbion interpreta il successo della mostra padovana di un artista esploso in pochi anni grazie alle sue creature immaginarie 

PADOVA. È stata inaugurata mercoledì sera presso lo Spazio Tindaci in via Dante a Padova la mostra dell'artista Tony Gallo "Welcome to my forest". La presenza dell'artista e delle sue opere, supportate dalle parole scritte e dette da Diletta Biondani e Massimiliano Sabbion (nella foto con l'artista Tony Gallo), hanno completato una serata  diversa da molte altre e affollata.

Questa che segue potrebbe essere una semplice recensione come tante, ma in realtà tali righe vogliono essere il punto di partenza per una critica d'arte e una riflessione sul mondo contemporaneo. Ciò che ha colpito maggiormente i presenti alla vernice di "Welcome to my forest" è stato quel clima di gioiosa festa fatto di colori e di forme che ha trascinato gli spettatori con semplicità e poesia.

Tony Gallo è riuscito a portare nelle tele i suoi personaggi: creature semplici dai tratti somatici abbozzati che sembrano usciti da un mondo surreale e poetico di cui il suo autore ne è il tramite. Una magia che si è respirata a contatto con il vero "popolo internauta" che si è ritrovato tra gli spazi e le sale che ospitano questa magica foresta di creature, vi è stata una folla altrettanto colorata di giovani, nati sotto il segno dei social network, che si sono riconosciuti nelle opere dell'artista e hanno voluto esserci per testimoniare la loro presenza.

È una generazione, quella dei giovani di questi anni, che troppo spesso è posta sotto giudizio e accusa, si dice che manchino di valori, voglia di fare e di combattere, ma in verità ciò cui manca è un futuro o un lavoro che li faccia sentire parte di un mondo. Manca forse una serenità globale, ma ciò che non scarseggia invece è la volontà e voglia di emozionarsi, di vivere in un mondo in cui la poesia e il sogno sono ben vivi e presenti. Questa nuova generazione riscopre l'arte e si rivede nella magia delle pennellate di Tony Gallo: si ritrovano, come in uno specchio, nelle foreste incantate e nelle creature antropomorfe che fissano lo spettatore curioso e, curiosi a loro volta, guardano di rimando.

Siamo forse i partecipanti ad un gioco fatato e vivo in cui ci si perde nella quiete di una folla silenziosa popolata di esseri solitari, di casette degli uccelli, di foglie, di alberi e di famiglie felici con i loro cuccioli rivestiti di pelliccia? Forse sì. Le tecniche e i colori sono gli stessi delle bombolette spray e delle vernici e hanno l'odore che proviene dal mondo della street art, dove i muri della città sono la pelle degli edifici, tatuaggi indelebili che fanno parte del quotidiano e frammento della storia di ognuno, parte di una magia, parte di un sogno e di una poesia che non si è sopita ma è un universo in crescita. 

L'artista Tony Gallo: "Le mie creature mi appaiono in sogno"

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