Alta velocità, spunta l’hub sopraelevato

Dopo il no di Rfi alla stazione di San Lazzaro il Comune punta sul potenziamento dell’attuale terminal sul modello Tiburtina

Una piastra pedonale sopraelevata in grado di superare trasversalmente i binari assicurando il collegamento tra i due fronti della stazione unendo l’Arcella con la città. Archiviata, a quanto pare definitivamente, l’ipotesi di nuova stazione dell’alta velocità a San Lazzaro, il Comune rispolvera una vecchia idea dell’amministrazione Destro (datata 2003) ed è pronta a metterla sul tavolo di Rete ferroviaria italiana (Rfi).

Si tratta, in pratica, della realizzazione di un’espansione sopraelevata dell’attuale terminal ferroviario in grado di migliorare l’accessibilità alla stazione facendola diventare un vero hub intermodale. Il modello è quello dell’intervento che ha interessato la stazione di Roma Tiburtina e che l’ha trasformata da stazione secondaria e locale rispetto a Termini in un terminal di espansione per l’alta velocità. La proposta progettuale è in fase di realizzazione e sarà proposta a Rfi come alternativa alla costruzione del terminal dell’alta velocità a San Lazzaro sul quale, come noto, Maurizio Gentile (amministratore delegato di Rfi) si è già espresso con un no lapidario.

L’obiettivo è quello di non disperdere l’obiettivo comune fissato con il protocollo d’intesa tra Comune, Camera di commercio, Regione e Confindustria Padova per lo studio di pre-fattibilità su San Lazzaro. Rispetto a quanto propose la giunta Destro – che a marzo del 2004 arrivò a addirittura a firmare un protocollo d’intesa con Ferrovie, Provincia e Regione – il nuovo progetto non prevede l’interramento dei binari. Un’opera, questa, molto costosa (e pensare che nel 2004 Rfi stanziò dei fondi per questo ma poi furono dirottati sui lavori di interramento a Bologna) e per questo non più contemplata. Nello schema in fase di definizione, invece, l’espansione per l’alta velocità si basa sugli ultimi tre binari vicini a via Avanzo (9, 10 e 11 che verrebbero riservati solo ai treni veloci) e sulla realizzazione di un terminal sopraelevato collegato con scale mobili all’attuale stazione. Il tutto permetterebbe di migliorare l’accessibilità della stazione, di ricucire urbanisticamente l’Arcella con il centro di Padova (prevista anche la revisione della viabilità esterna) e di aumentare la capacità della stazione attuale “elevandola” al rango di terminal per l’alta velocità.

Il nuovo scenario progettuale punta, poi, a mantenere una parte ritenuta qualificante dello studio di pre-fattibilità fatto su San Lazzaro e destinato, a questo punto, a non vedere mai la luce. Da una parte la realizzazione della stazione per la metropolitana di superficie (Sfmr) nell’area scelta per la costruzione del nuovo ospedale (opera per altro già prevista nella programmazione urbanistica regionale) e dall’altra la realizzazione di un nuovo sottopasso in grado di risolvere un conflitto che riguarda l’Interporto. La linea di servizio tra Padova e Mestre, infatti, limita l’accesso e l’uscita dal centro logistico in zona industriale. Si pensa, quindi, a un sottopasso rispetto ai binari in modo da scioglire un nodo che viene ritenuto strategico per lo sviluppo dell’Interporto attraverso un intervento alternativo alla cosiddetta gronda sud della linea ferroviaria di collegamento Interporto – linea Padova-Bologna. Si tratta ora di capire le intenzioni di Rfi che su Padova, fin qui, ha previsto un potenziamento solo tencologico dell’attuale stazione.

m.marian@mattinopadova.it

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Cop26 - 10. Sos clima, obiettivo: vivere green al 100%

Grano saraceno al limone e rosmarino con rana pescatrice croccante su crema di sedano rapa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi