«Asaas» come assassini: è l’sms che li ha traditi

Il 30 gennaio la Cacco invia il messaggio a Freddy. Incastrati anche da una scheda sim e dalle foto che riprendono la “carovana” di auto la notte del 15 gennaio

PADOVA. Un sms, una scheda sim, e le foto dei varchi che hanno fotografato le auto degli indagati a Noventa e a Padova: ecco i due indizi che hanno incastrato il terzetto diabolico inchiodandoli all’accusa di un delitto premeditato. «Asaaas» è l’sms traditore: se digitata con il T9 (la modalità di scrittura intuitiva) cliccando solo le prime lettera nella tastiera del cellulare, l’espressione viene corretta automaticamente. E la parola che appare è «assassini» o assassino».

Messaggio traditore. È il 30 gennaio alle 18.58. Manuela Cacco invia il messaggio «Asaaas» al cellulare dell’amico Freddy Sorgato. Poi una valanga di sms senza senso («ewwweeeee....» e simili «troppo casualmente inviati» per il gip) forse per mascherare quello precedente. La sera del fermo in questura, di fronte a quell’sms, Manuela si giustifica: «Non blocco la tastiera... È partito». Poco prima i due avevano furiosamente litigato al telefono. Era seguito un sms rabbioso di Manuela: «E visto che sono un’amica, mi posso permettere di dirti che sei uno stronzo arrogante. Non esisti solo te. Vola basso caro che a volte volare alto...».

La scheda sim del padre. È stata tutta una «machiavellica costruzione» si legge nel provvedimento a proposito «dell’uccisione volontaria e programmata di Isabella». Nessun contatto fra i tre fino alla notte del 16 gennaio, la notte dell’imbroglio con la messinscena di Manuela, travestita da Isabella, che passeggia per il centro storico di Padova. Eppure il 15 gennaio Manuela Cacco si era procurata la scheda sim del padre novantenne corrispondente al numero 344.13194... Alle 18.17, c’è una chiamata tra lei e Freddy senza risposta: sembra una “prova” telefonica in vista dell’appuntamento dell’uomo con Isabella per cena. Vengono agganciate le celle di Noventa Padovana quasi che i due amici fossero insieme, celle «compatibili con l’abitazione di Freddy... Questo contatto trova come unica spiegazione plausibile il fatto che Freddy abbia chiamato il cellulare per essere certo del funzionamento e per verificare il numero, memorizzandolo». Alle 00.55.49 del 16 gennaio dal cellulare di Debora Sorgato, che risulta a Camin, parte una chiamata sempre al 344.13194.. (localizzato a Noventa). E sempre senza risposta: un’altra chiamata di prova. Isabella è già stata uccisa. «Tale ultimo contatto» si legge, «precede di pochi secondi la partenza della “carovana” costituita dalle due auto (l’Audi di Freddy con a bordo Manuela “vestita” da Isabella e la Golf di Debora) fotografate, una dietro l’altra, in piazzale Stanga». Nelle ultime settimane Freddy e la sorella avevano paura, come risulta dalle intercettazioni. La sera del 15 gennaio vengono sapere che Manuela è in questura: di lì a poco, svelerà la farsa del piumino di Isabella indossato per le vie del centro. I due si chiamano al cellulare più volte. E poi chiamano Manuela che non può rispondere. Freddy invia un sms a Debora: «È da loro». Debora: «In questura?». Freddy «Sì». Sono le ultime ore di libertà.

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