Bacino di laminazione da 10 milioni

Dovrebbe sorgere nella zona di Mestrino e ne beneficeranno anche Selvazzano, Rubano, Veggiano e Saccolongo

SELVAZZANO. Nella zona di Mestrino nascerà una cassa di laminazione della capienza di circa un terzo di quella di Caldogno (Vicenza). Il Consorzio di Bonifica Brenta ha inviato ieri al ministero dell’Ambiente una richiesta di finanziamento per la costruzione di un bacino della capienza di 1 milione e 300 mila metri cubi d’acqua, da realizzare nella parte terminale del canale Tesinella, nella campagna tra Mestrino e Veggiano, in prossimità della confluenza con lo scolo Ceresina. Dallo studio di fattibilità commissionato al Consorzio dai Comuni di Selvazzano, Rubano, Mestrino, Veggiano e Saccolongo con un contributo di 20.000 euro, emerge che il piano economico del bacino di laminazione si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di euro. Verrebbe realizzato in una zona strategica per le problematiche idrauliche dell’area, in prossimità del nodo fluviale dove il canale Ceresina diventa Tesina Padovano.

Sull’utilità di quest’opera si esprime il direttore del Consorzio, Umberto Niceforo. «Da questo intervento ne beneficerebbe non solo tutto il territorio dei cinque Comuni che hanno commissionato il progetto, anche l’intero sistema idraulico a valle dell’impianto idrovoro di Brentelle, compreso quello nelle vicinanze della città di Padova, visto che in occasione di abbondanti precipitazioni la cassa di espansione tratterrebbe una grossa quantità d’acqua».

La notizia dell’avvio dell’iter per la costruzione dell’invaso è stata comunicata ieri mattina dal presidente del Consorzio Brenta, Enzo Sonza, ai sindaci dei cinque Comuni convocati ieri mattina con i rispettivi tecnici nella sala della Giunta del Comune di Selvazzano per fare il punto sul progetto relativo all’ampliamento dell’impianto di sollevamento di Brentelle. «I lavori procedono spediti e l’attivazione delle tre nuove pompe da 1.500 litri/secondo è prevista per luglio/agosto», ha esordito Sonza. «La potenza dell’impianto aumenterà così del 50%. Per quel periodo dovranno essere completati anche i lavori sui nodi lungo gli scoli Mestrina, Storta e Lazzaretto, che oggi rallentano la portata in prossimità dell’impianto di sollevamento». Il costo complessivo dei lavori è di 2 milioni 100 mila ero. Un milione l’ha messo la Regione e la rimanenza i cinque Comuni in base all’ampiezza del territorio.

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