Tabaccaio condannato, il giudice Bergamasco sotto sorveglianza

La sua casa sarà tenuta d’occhio dalle forze dell’ordine giorno e notte

PADOVA. Effetto immediato dopo l’aggressione sui social contro il giudice Beatrice Bergamasco, “colpevole” di aver condannato Franco Birolo a due anni e 8 mesi con un risarcimento di 325 mila euro a favore della famiglia del ladro 22enne Igor Ursu, ferito mortalmente nella sua tabaccheria durante un’incursione notturna.

D’iniziativa, la Digos di Padova (con il placet del questore) ha deciso di far scattare la vigilanza nei confronti del magistrato fin dalla serata di venerdì. Non si tratta di una scorta in senso tecnico ma di un controllo costante da parte delle forze dell’ordine ogni volta che la giudice, 37enne, sarà nella sua abitazione: dovrà segnalare lei stessa il rientro a casa. Così le pattuglie in servizio (carabinieri o polizia) chiamate a perlustrare i quartieri cittadini, dovranno svolgere una serie di passaggi davanti alla sua abitazione a passo d’uomo. Di giorno e di notte. A scopo precauzionale. Sempre la Digos, guidata dal dirigente Stefano Fonsi, sta identificando gli autori di tutti i commenti violenti apparsi in rete, in particolare quelli pubblicati sul profilo Facebook del segretario leghista Matteo Salvini: la cannonata di epiteti irripetibili o di inni alla violenza più bieca contro il magistrato sono stati valutati con serietà.

La polizia ha aperto un’inchiesta. La documentazione raccolta verrà trasmessa alla procura di Trento, competente a indagare quando un magistrato in servizio a Padova viene coinvolto in un procedimento penale. Tra le ipotesi di reato che potrebbero essere contestate, le minacce e l’istigazione a delinquere. «Io sto con il tabaccaio» scrive alle 23.45 di giovedì Salvini. «Mi sto talmente incazzando che mi viene l'idea di sparare nei c... di quel giudice...» replica Alfredo P. E ancora Paola: «Metterei in galera il giudice». Poi Attilio: «Dove abita il giudice? Lo vado a trovare a casa volentieri con un manganello...». Commenti pesantissimi che hanno provocato sdegno sia da parte dell’Associazione nazionale (e Veneta) magistrati, sia da parte dell’Ordine degli avvocati di Padova, decisi a stigmatizzare tali reazioni, ricordando che esistono un giudizio di appello e un terzo grado di fronte alla Cassazione. Ieri, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Venezia, il presidente dell’Anm Veneto Lorenzo Miazzi ha espresso solidarietà al giudice Bergamasco. E la sala ha risposto con un applauso.

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