Don Ciotti inaugura l'impianto di compostaggio: "Una benedizione"

Don Ciotti a Este all'inaugrazione dell'impianto di compostaggio

Il fondatore di Libera ai giovani: "Dovete conoscere per diventare responsabili e sconfiggere l'omertà"

ESTE. «Qui oggi si vive una pagina di speranza: ad essere costruito è uno strumento che consegna salute, spazi e possibilità ai nostri ragazzi». Chiamarla benedizione è forse scontato, visto che a pronunciarla è un sacerdote, ma quel che è certo è che giovedì una voce d’eccezione ha tenuto a battesimo il futuro sviluppo di Sesa. Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’associazione Libera che si batte contro i soprusi delle mafie – e delle ecomafie - in tutta Italia, ha fatto tappa negli impianti di via Comuna per tenere a battesimo il capannone che ospiterà, tra qualche mese, il nuovo impianto di compostaggio dell’umido della società atestina.

Accolto dai vertici di Sesa e da quelli religiosi, don Ciotti ha potuto toccare con mano gli sviluppi industriali della società che di fatto tratta tutti i rifiuti prodotti nella Bassa. «In questi 15 mila metri quadri di nuovo impianto, in particolare, avverà la nuova fase di trasformazione dei residui organici» ha illustrato Mandato, vice presidente di Sesa, «Dagli scarti di cucina e alimentari ricaviamo il biogas, che serve per riscaldare abitazioni ed uffici, e oggi anche il biometano, che farà funzionare l’intera nostra flotta di mezzi e in futuro anche le auto degli estensi. Il prodotto finale, poi, sarà acqua potabile, concime e anidride carbonica che andremo ad utilizzare nelle serre o nell’industria alimentare».

Il nuovo edificio sorge 700 metri più lontano dal centro abitato di Ospedaletto Euganeo e, a detta dei progettisti, garantirà la riduzione quasi totale degli odori e una drastica riduzione dell’inquinamento, visto che l’intero ciclo si consumerà in quest’area. Meno camion, meno spostamento di materiale, coperture sicure e isolanti moderni. «Questa filiera l’ha inventata Dio» è il commento di don Ciotti, che con don Franco Rimano ha tagliato il nastro dello stabilimento, «Oggi la terra geme e grida, perché è ferita, distrutta e inquinata. Qui invece si restituiscono alla natura percorsi che ridanno dignità. Alla terra stessa, ai lavoratori, alla natura: è una meraviglia».

Che cosa possiamo fare noi giovani?». A porre la domanda a don Luigi Ciotti è uno studente dell’istituto salesiano Manfredini, dove il fondatore di Libera ha fatto tappa nella sua giornata atestina. «Voi ragazzi dovete fare due cose» ha risposto  il presbitero: «Conoscere per diventare responsabili e soprattutto sconfiggere le omertà». Don Ciotti, prima al Manfredini e poi in patronato Redentore, ha ovviamente sponsorizzato la sua associazione che da anni lotta per il contrasto delle mafie e che ad oggi conta ben 1.600 gruppi aderenti: «La mafia è un problema nostro» ha denunciato «e questo problema ci chiama ad essere cittadini veri. Le mafie non sono un mondo a parte, ma sono parte di noi».

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