Sfilza di truffe, sei anni a Cantarello

Era titolare di una società che commercializzava auto a cui ha sottratto 28 vetture e quasi un milione mezzo

MONSELICE. Era finito in carcere il 14 gennaio scorso per una sfilza di raggiri. Ieri l’ultimo capitolo giudiziario per Deris Cantarello, 43enne residente a Monselice in via Rampa (oggi con l’obbligo di dimora), titolare della società Autocantarello srl, specializzata nel commercio all’ingrosso e al minuto di auto, società fallita con sentenza del tribunale di Padova l’8 maggio 2014. Per bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione (di vetture e di 1.498.289,75 euro), per 16 casi di truffa aggravata, 3 appropriazioni indebite di altrettanti veicoli e vari episodi di falso, il gup Domenica Gambardella ha condannato l’imprenditore monselicense a 6 anni di carcere, accogliendo in pieno la richiesta formulata dal pm Vartan Giacomelli. Non solo: Cantarello dovrà versare una provvisionale immediatamente esecutiva (un anticipo del risarcimento) di 7 mila euro alle quattro parti civili costituite (difese dall’avvocato Giorgio Destro), mentre il resto del ristoro dovrà essere quantificato in un separato giudizio civile. Inoltre, come sanzioni accessorie, è stata dichiarata a suo carico l’interdizione dai pubblici uffici e l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale nonché l’incapacità a esercitare uffici direttivi per 5 anni. Hanno patteggiato, con la sospensione condizionale della pena, i due coimputati: un anno la moglie Elisabetta Guariento, 46enne di Monselice (avvocato Zuleica Gregianin), nella veste di legale rappresentante di Service Car con sede a Cecina di fatto inoperativa; un anno e 7 mesi Ivan Micillo, 28 anni di Campodarsego (avvocato Davide Carbone) collaboratore di Autocantarello: entrambi erano accusati di 13 casi di truffa aggravata e di falso; solo Guariento doveva rispondere in più di un episodio di appropriazione indebita. Pure Cantarello aveva tentato la strada del patteggiamento, ma l’accordo (una pena concordata di 3 anni e 8 mesi) era stato bocciato dal giudice. Le prime denunce nei confronti dell’imprenditore – vittima di un pestaggio nel luglio 2014 da parte di tre sconosciuti – sono presentate nel febbraio 2014 e danno il via all’inchiesta. Poco alla volta il quadro si fa chiaro: truffati sono risultati ignari clienti provenienti da tutt’Italia (dal Padovano ma anche dalle province di Modena, Treviso, Vicenza, Verona, Firenze Rovigo e Cosenza) che avevano versato una caparra fino a 24 mila euro per l’acquisto di un’auto, salvo poi ottenere in cambio una carta di circolazione apparentemente rilasciata dall’ufficio Aci di Monselice, poi risultata contraffatta, o una carta provvisoria intestata a Car Service senza mai riuscire ad avere il passaggio di proprietà. Poco prima del crac, Cantarello aveva fatto sparire ben 22 auto intestate alla ditta fallita e 6 mezzi noleggiati, mentre altre due auto erano state vendute. Infine aveva eseguito dei pagamenti in tre tranche (per 406.000, 1.075.284,75 e 17.005 euro) a favore di Immobil Gest, Service Car e alla moglie senza alcuna giustificazione.

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