«Giovanni, la nostra gioia, era sempre stato bene»

Il toccante ricordo dei nonni del piccolo, che frequentava la prima elementare. Sotto choc i genitori che hanno perso in pochi attimi il loro unico figlioletto

ANGUILLARA. «Era la gioia della nostra vita, il nostro tesoro più grande, non posso ancora credere che non lo rivedremo più». Non si dà pace nonna Lorena mentre stringe fra le mani la foto del suo amato nipotino Giovanni, sei anni compiuti lo scorso novembre. «Stiamo vivendo un incubo, non sappiamo spiegarci cosa possa essere successo, Giovanni era un bambino sano e pieno di vita. Non aveva mai avuto problemi di salute e si era sentito poco bene qualche giorno fa. Siamo distrutti dal dolore». Nella bifamiliare accanto ai nonni, in via Mazzini, nella grande casa che si affaccia su “Corte Teresa”, i genitori del piccolo Giovanni sono rientrati nel primo pomeriggio dall’ospedale di Rovigo, dove ieri mattina si è spento il loro unico figlio. Sotto choc hanno aperto le porte della loro casa ai tanti parenti e amici che fino a tarda sera hanno suonato per portare un abbraccio e una parola di conforto. Il papà Federico, 45 anni, agente d’affari specializzato in mediazione nel settore agricolo, e la mamma Tiziana non sanno darsi pace e continuano a rivivere l’incubo di questi giorni, quando tutto era iniziato con quella che sembrava una classica influenza intestinale, tipica fra i bambini in questa stagione, conclusa però in tragedia.

Per ora non ci sono spiegazioni, solo lacrime. «È un dolore immenso e indicibile» continua la nonna «non lo auguro a nessuno. Giovanni aveva iniziato a star male giovedì sera, aveva la nausea. Così anche venerdì e sabato finché domenica i genitori lo hanno portato al pronto soccorso di Rovigo per accertamenti. Sembrava influenza intestinale con il classico “acetone” dei bambini, con vomito, forte mal di pancia e debolezza. I medici avevano consigliato di farlo bere molto e di farlo muovere ma il piccolo era molto stanco, non riusciva a stare in piedi e rigettava tutto quello che metteva in bocca. È stato ricoverato in Pediatria e successivamente sembrava che ci fossero tracce di feci nella parte alta dell’intestino. Non sembrava però così grave ma erano necessari ulteriori accertamenti. Ieri mattina i medici avrebbero dovuto fargli una Tac invece la situazione è precipitata».

Anche nonno Felice guarda con le lacrime agli occhi la foto di Giovanni, sorridente, accanto alla cuginetta. Felice e sorridente come lo sanno essere i bambini di quell’età, l’età in cui ogni giorno rivela una nuova scoperta e segna un nuovo traguardo. «Veniva qui da noi tutte le sere, aveva imparato anche a giocare a tombola e a carte. Frequentava la prima elementare ed era orgoglioso di aver imparato a leggere e a scrivere, per lui una nuova esperienza». I nonni descrivono un bambino sano e pieno di energia, senza particolari problemi di salute. «Aveva iniziato anche a giocare a calcio nella squadra del paese, ci andava volentieri e si divertiva con gli altri coetanei. Non è mai stato male in questi mesi, eccetto qualche disturbo classico dei bambini, ma niente di preoccupante, niente che potesse metterci in allarme».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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