«Ok al Pedro se rispettano le regole»

I militanti del centro sociale: «È il riconoscimento del nostro radicamento e di quello che rappresentiamo in città»

«Risolveremo un problema che dal 1987 non è mai stato affrontato. Da un anno e mezzo c'è una certa pace sociale a Padova, non ci sono più manifestazioni violente». È il sindaco a confermare il summit di fine ottobre con gli esponenti del Pedro, il centro sociale occupato di via Ticino. E l’avvio di un percorso di regolarizzazione. «L’amministrazione riconosce il radicamento e quello che rappresentiamo per la città», spiegano i militanti del Pedro in una nota sul web.

La conferma del sindaco. «Io non nascondo che, come ho sempre fatto con tutti, cerco di avere dei rapporti diretti. Non capisco perché in passato non si sia voluto parlare con i ragazzi del Pedro – ha spiegato il primo cittadino ai giornalisti – Voglio però evidenziare che se il sindaco decide di avere un dialogo non vuol dire che non abbia il pugno fermo o non sia rigido su alcuni aspetti. Da un anno a questa parte, infatti, si è visto che in città non ci sono più state manifestazioni violente, perché credo che questi movimenti abbiano capito che è più importante rappresentare le proprie idee politiche senza creare problemi alla città e ai padovani. E quindi ringrazio anche loro perché hanno deciso di dialogare con me: magari non andremo mai d'accordo politicamente ma parlarsi per trovare soluzioni è la scelta migliore per tutti».

Lo scontro in consiglio. Ieri pomeriggio però nell’aula consiliare di Palazzo Moroni si è consumata la polemica tra il sindaco leghista e il segretario provinciale del Pd Massimo Bettin. «Il punto non è se la città vive in una condizione di pace sociale. Per me quelli del Pedro possono anche diventare leghisti. Il principio inderogabile è che con la violenza e con l'illegalità non si possono acquisire diritti immobiliari. Ci sono decine e decine di associazioni in città che pagano regolarmente affitti molto salati». L’esponente dem ha chiesto che l’eventuale regolarizzazione del Pedro sia discussa «con legalità e trasparenza» in consiglio comunale e ha indicato l’esempio di Treviso: «Lì il sindaco Manildo ha fatto una gara e un bando pubblico prima di concedere gli spazi. Tutti devono essere messi nella stessa condizione».

Sherwood regolare. Dal canto suo il primo cittadino ha rivendicato di aver regolarizzato anche lo Sherwood Festival l’estate scorsa: «Ho incontrato il dottor Sanavia (Graziano Sanavia, responsabile della cooperativa Tele Radio City, ndr) e ci siamo accordati sui bagni chimici, i parcheggi e tutti gli aspetti che creavano disagi. Quest’anno non c’è stato nessun problema – ha raccontato – Chi non è riuscito a risolvere il problema in questi anni dovrebbe solo fare mea culpa».

Il Pedro e la legittimazione. La posizione dei militanti del centro sociale arriva con una nota sul network di informazione on-line GlobalProject: «Al di là di qualsiasi vena scandalistica da tabloid da quattro soldi non c’è nessuna segretezza né complotto – si legge – Gestire un centro sociale e fare attività politica sono per noi un qualcosa che hanno riconoscimento e legittimità al di là di qualsiasi giunta comunale: lo dimostrano le decine di migliaia di persone che si connettono con le nostre iniziative. L’amministrazione di Bitonci sembra voler riconoscere l’esperienza del Pedro, sapendo che non parla di un luogo fisico ma di un progetto politico che ha gambe ben solide». Un’eventuale regolarizzazione per i militanti del centro sociale vorrebbe dire riqualificare tutta l’area, ospitare eventi culturali e musicali, intensificare i lavori di informazione e sostegno ai migranti. Infine due precisazioni: «le utenze di gas e luce sono sempre state pagate» e il fatto che il comitato di gestione del Pedro si riunisca ogni martedì «in maniera pubblica, non certo clandestina».

Infine l’attacco al Pd: «In 20 anni non hanno saputo individuare una ricchezza nel cambiamento sociale determinato dal Pedro in città. E non ci hanno mai convocati – spiegano – Il Pd ha sempre preferito costruire muri, emanare ordinanze securitarie, svuotare il centro dai giovani, ignorare i migranti».

Le accuse di Forza Nuova. La critica al sindaco leghista arriva però anche da destra: «L’azione di sindaci senza midollo va a dimostrare che chiunque può occupare case e locali impunemente – afferma il portavoce veneto di Forza Nuova Sebastiano Sartori – La Lega, con le tanto decantate finte ruspe, oggi si accorda con i centri sociali».

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