Stazione addio, a Ponte di Brenta i treni non si fermeranno più

Lo storico scalo ferroviario sarà soppresso a partire da domenica 13 dicembre: verrà sostituito con quello, nuovo, di Busa di Vigonza che dista 700 metri, ed è al di là del fiume Brenta

PONTE DI BRENTA. Dalla mezzanotte e un minuto del 13 dicembre, in coincidenza con l’entrata in vigore del nuovo orario annuale di TrenItalia, la stazione di Ponte di Brenta sarà eliminata.

Sempre dallo stesso giorno la fermata dei treni ad andamento lento, che provengono da Venezia, Vicenza e Rovigo, (in pratica i regionali che fermano in tutte le stazioni ), sarà sostituita da una nuova stazione, costruita già quattro anni fa, ma non ancora aperta per una serie di motivi tecnici, collegati anche alla viabilità ordinaria, che si trova nei pressi del nuovo scalo. Con la soppressione (nessuno, tuttavia, ’ha ancora detto che è definitiva) della stazione di Ponte di Brenta viene messa da parte una fetta della storia della rotaia sul percorso tra Milano e Venezia, inaugurata oltre un secolo fa quando i treni non arrivavano ancora alla stazione di Venezia Santa Lucia.

Attualmente i treni, in andata e ritorno, che si fermano a Ponte di Brenta sono una quarantina. Il primo è quello, proveniente da Padova, delle 5.14, mentre l’ultimo è il regionale delle 23.14 diretto a Vicenza. Dal 13 dicembre tutti i 40 treni, naturalmente, non si fermeranno più a Ponte di Brenta, ma solo nella nuova stazione di Busa di Vigonza, che dista 700 metri, al di là del Brenta. Per Padova è una perdita storica per quanto riguarda il trasporto pubblico locale perché non avrà più due stazioni, ma soltanto una, se si considera che in quella denominata Padova Interporto circolano solo i treni merci. In compenso il Comune di Vigonza, per la prima volta nella sua storia, ne avrà due. Una a Busa, poco distante anche dalla statale che porta in Riviera del Brenta e l’altra, esistente già da oltre un secolo, in località Barbariga, con la denominazione Vigonza-Pianiga. Con l’eliminazione della stazione di Ponte di Brenta cambia, almeno in parte, il bacino di utenza. Quella attuale è l’ideale per i residenti (circa tremila) nelle vie limitrofe alla stazione, come le vie Ceramiche, Fornace, Ceron, piazza Barbato, piazzetta Modin ed anche nelle prime vie che fanno parte del Comune di Noventa Padovana, mentre quella nuova di Busa sarà utilizzata in modo particolare dai residenti di Vigonza, che abitano in centro e nelle frazioni Peraga, Perarolo e Capriccio. Per niente soddisfatti, infine, tutti gli addetti ai lavori ed gli appassionati del trotto, che frequentano il vicinissimo ippodromo Breda. «La fermata di Ponte di Brenta era molto comoda per tutti quelli che vengono all’ippodromo in treno» sottolinea Antonio De Rossi, direttore generale della Breda Scarl, la nuova società che gestisce l’impianto, costruito nel 1901 dal senatore-mecenate Vincenzo Stefano Breda e ristrutturato, ex novo, da Ivone “Nani” Grassetto.

 

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