«Controlli nelle scuole perché mantengano le tradizioni natalizie»

Il sindaco annuncia sui social ispezioni negli istituti a partire da lunedì: «Le radici cattoliche si mantengono»

Controlli nelle scuole affinché venga garantito il mantenimento e l’insegnamento delle tradizioni cattoliche. Li ha annunciati ieri il sindaco con un post pubblicato sul suo profilo Facebook; le verifiche, ha scritto inoltre, scatteranno già a partire da domani.

A preoccupare il Comune è la possibilità che alcune scuole facciano saltare le recite e i canti di Natale; in particolare in quelle dove la presenza di bimbi figli di immigrati è ingente. Così il sindaco, utilizzando l’hashtag #lenostreradici, ha pubblicato la nota sui social, annunciando ispezioni nelle scuole: «Natale nelle scuole a Padova?», si chiede, «lunedì iniziano i controlli. Voglio vedere i programmi. Le nostre tradizioni cattoliche si mantengono e si insegnano. Non si cancella il Natale e si tolgono crocifissi solo perché a qualcuno dà fastidio. Se non sono d’accordo possono sempre scegliere di ritornare da dove arrivano».

Resta da stabilire le modalità del controllo visto che il sindaco non avrebbe competenze specifiche sui programmi e l’organizzazione scolastica. Non è escluso, dunque, che domani alcuni agenti della polizia locale possano girare tra gli istituti cittadini, quelli comunali, per un “sopralluogo”. Il tema è quello del rispetto della pluralità delle religioni e della laicità dello Stato, che torna alla ribalta con l’avvicinarsi delle festività natalizie. E che quest’anno, dopo gli attentati di Parigi, ha acquisto una particolare rilevanza. La possibilità che i dirigenti scolastici possano scegliere come festeggiare il Natale, con l’intento di rispettare tutte le famiglie e i ragazzi che animano le strutture, non piace al Comune di Padova e non piace alla Lega.

Infatti, dopo la decisione di un Natale “laico” presa dal preside di una scuola di Rozzano, in provincia di Milano, era stato proprio il leader del Carroccio, Matteo Salvini, a dichiarare: «Lunedì sarò all'ingresso della scuola dove si espelle Gesù Bambino per non offendere gli altri, a regalare alcuni presepi per i bimbi. Secondo me presidi e insegnanti che cancellano il Natale, una festa di gioia e di pace, dovrebbero cambiare mestiere». Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore regionale leghista Roberto Marcato: «Sono infastiditi dal crocifisso e dal Natale, e io sono infastidito dal velo. Rimuoviamo i presidi e non i crocifissi», ha twittato.

Luca Preziusi

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