COSÌ LA STANZA S’ADATTERÀ A CHI CI ENTRA

Fabio Santini, dirigente di Microsoft Italia: «Ecco come cambierà l’idea di abitazione»

di LUCA PIANESI

Èuna casa che si adatta completamente alle nostre esigenze e che ci aiuta a essere più produttivi in ogni nostra attività la casa del futuro. Parola di Fabio Santini, direttore della divisione Developer Experience di Microsoft Italia, quella che ha l’obiettivo di guidare i giovani, gli sviluppatori e i professionisti dell’Innovative technology affinché trasformino in realtà le loro idee. Insomma uno per il quale il futuro è già presente. Meglio, è già realtà, possibilmente “aumentata”. Una delle invenzioni che stanno già modificando il nostro mondo, infatti, è quella della “realtà aumentata”: in breve, l’arricchimento della percezione umana mediante l’utilizzo di informazioni manipolate e convogliate su smartphone, pc o altri supporti video. Microsoft, in questo senso, ha già sviluppato un dispositivo che fa ricorso all’impiego degli ologrammi, cioè a immagini tridimensionali proiettate a distanza.

«Si chiama Hololens – spiega Santini – ed è un visore senza cavi che si indossa come fossero occhiali e che permette di vivere la realtà in maniera, appunto, aumentata. Tramite immagini tridimensionali, visualizzate attraverso le lenti dell’occhiale-display, possiamo metterci in rapporto con l’ambiente circostante, alla realtà, con il supporto di infinite informazioni aggiuntive tramite video, proiezioni 3d, videochiamate, creando una realtà, appunto, aumentata». Il tutto dovrebbe servire a essere più produttivi in ogni momento della giornata, in ogni nostra azione, anche in quelle all’interno della casa.

Come si fa a essere più produttivi in casa?

«Un esempio: siamo in cucina e vogliamo fare una torta o prepararci una buona cena. Indossiamo Hololens e abbiamo accesso a infinite possibilità di ricette spiegate in tempo reale, mentre cuciniamo, direttamente sul visore che montiamo sugli occhiali. Stiamo facendo una cosa reale, aumentando la nostra realtà. Stiamo, quindi, diventando più produttivi. Oppure prendiamo uno dei giochi più diffusi al mondo, i Lego. Con la realtà aumentata i nostri figli possono utilizzare mattoncini infiniti. Fare costruzioni 3d sempre nuove».

È questo il futuro?

«Certo. La realtà aumentata ha dei margini di sviluppo incredibili. Ma è già realtà. Hololens esiste. Oggi gran parte degli oggetti che possediamo sono in grado di connettersi tra loro e con noi. Per capirci: esiste già la tecnologia per sapere quali vestiti abbiamo nell’armadio e che ci permetterebbe di “sfogliare” il guardaroba durante la colazione, servendoci dello smartphone. Come esistono i programmi che ci dicono quale clima c’è fuori. Il problema è che ancora i vari oggetti non vengono prodotti per “parlarsi” automaticamente tra loro e poi che alcune tecnologie sono ancora costose. Ma sono due condizioni destinate a cambiare».

Mi affresca, allora, la casa del domani?

«La casa del futuro sarà costruita intorno a noi. Ci conoscerà talmente bene da adattarsi alle nostre esigenze, addirittura al nostro umore. Le pareti saranno loro stesse dei proiettori, degli schermi, e per vivere la realtà aumentata non avremo più bisogno di supporti. Sarà la realtà stessa ad aumentare. E così i muri cambieranno colore quando vorremo, magari anche in base al nostro umore. Potranno essere abbelliti con quadri di qualsiasi autore proiettati a scelta. Gli armadi ci diranno quali vestiti sono lavati e stirati e quali no e quali sono i migliori abbinamenti per la giornata. Una stessa camera con l’ingresso di una persona diversa cambierà. Si setterà sul suo profilo».

Fantascienza?

«Futuro. E nemmeno troppo lontano. Le grandi aziende che producono tecnologie ed elettrodomestici stanno già andando in questa direzione. Poi, sia chiaro, il forno resterà il forno perché il cibo dovrà sempre essere cotto. Ma grazie alla realtà aumentata l’unico limite che avremo sarà quello della fantasia».

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