Retromarcia sulle linee ma non si ferma la protesta

Il Comitato "Padova si muove" vuole tenere alta l'attenzione. Deciso il ritorno alle vecchie linee dal 7 dicembre

PADOVA. Il Comitato "Padova si muove", che raccoglie buona parte dei movimenti di protesta per le modifiche al trasporto pubblico, ieri ha distribuito volantini alla stazione ferroviaria. Malgrado le notizie di ripristino di alcune linee (quelle più dibattute) e l’apparente passo indietro del Comune e di Busitalia, il movimento non si dice né soddisfatto, né fiducioso.

«Prima di tutto», scandisce Stefano Pieretti, dei Cobas, «non crediamo che sia rientrato il rischio di aumentare il biglietto. Semplicemente fino ad oggi non è stato trovato l’accordo tra le istituzioni (Provincia e Comune) e l’azienda. Siamo convinti il ticket aumenterà nei primi mesi del 2016. Inoltre le corse ripristinate sono solo fumo negli occhi dell’utenza: il problema a monte sono le difficoltà economiche, più corse significano più chilometri e dunque maggiori costi. La coperta è sempre la stessa, ovvero troppo corta, lo capirebbe anche un bambino che da qualche parte bisognerà tagliare».

Lunedì il Comitato protocollerà in Comune la richiesta di assemblea pubblica con il sindaco Massimo Bitonci e dalla prossima settimana partirà un questionario (sia in forma cartacea che on line) per misurare la soddisfazione dell’utenza.

Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi