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Corte Benedettina, quale futuro

Ristorazione chiusa e terreni in vendita: interrogazione di Ruzzante

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LEGNARO. Un progetto per rilanciare il ruolo e gli spazi della Corte Benedettina e una rivalutazione della capacità edificatoria prevista nei quattro ettari di terreno annessi all’edificio quattrocentesco. Questi, in sintesi, i contenuti dell’interrogazione che il consigliere e vicepresidente del gruppo regionale del Partito democratico, Piero Ruzzante, ha depositato alla segreteria di palazzo Ferro Fini. L’edificio, sede di Veneto Agricoltura, ospita uffici, una sala convegni, aule riunioni e, fino ad aprile scorso, uno spazio per la ristorazione e una foresteria con 25 posti letto. Locali, questi ultimi, chiusi in seguito alla messa in liquidazione della “Corte Benedettina Srl”. Così come sono in vendita, e «a rischio speculazione» sostiene Ruzzante, «i terreni edificabili annessi al complesso, in aperta contraddizione con gli impegni assunti dalla giunta regionale in materia di contenimento del consumo del suolo». Quindi le richieste all’esecutivo del governatore Luca Zaia: la quantificazione dei danni economici conseguenti alla chiusura delle attività di ristorazione e foresteria; le intenzioni sulla nuova collocazione del personale e sull’utilizzo degli spazi dismessi; l’intervento della Regione perché i terreni di proprietà vengano impiegati a beneficio della collettività. L’interrogazione, ha annunciato il segretario del Pd locale, Elia Bozzolan, verrà riproposta anche al consiglio comunale di Legnaro. Gli esponenti del Pd chiederanno al Comune di sottoscrivere un accordo che definisca i termini per l’utilizzo degli spazi della Corte ma anche di ridurre la volumetria edificabile dei terreni annessi e presenteranno un progetto per la realizzazione di un parco urbano nella stessa area, peraltro già previsto nel Piano di assetto del territorio.

Martina Maniero

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