Esposti e polemiche intorno al cantiere per ampliare l’hotel

Lunedì sono iniziati i lavori al “Due Torri” vicino al Montirone Sollevati punti di domanda anche sul rispetto dei vincoli

ABANO TERME. Sono iniziati lunedì, non senza qualche polemica, i lavori di posa del cantiere per l’ampliamento dell’hotel Due Torri,che si allargherà con una nuova spa sposando anche il concetto “gay friendly”. Il gruppo Borile esce nel frattempo allo scoperto per difendere l’ampliamento, in deroga ai confini comunali, dell’albergo di via Pietro d’Abano. «Il giorno successivo a quello del consiglio comunale nel quale è stata deliberata la deroga alla costruzione a distanza inferiore rispetto alla proprietà pubblica, è pervenuta al Comune una lettera del ministero dei Beni Culturali, in cui la commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto ha dichiarato l’interesse culturale del complesso della sorgente del Montirone», spiega il portavoce Claudio Calvello. «Faccio notare che la verifica dell’interesse culturale del sito è stata richiesta proprio dal Comune il 9 febbraio e ciò mi pare sconfessi ampiamente le allusive insinuazioni su presunte “compiacenze”. C’è poi una tavola che perimetra l’area del Montirone su cui è stato apposto il vincolo di tutela; corre lungo il confine della proprietà comunale e non tange minimamente la proprietà privata del Due Torri. In più teniamo a precisare che le deroghe agli alberghi sono tutelate da normative che ne fissano l’interesse pubblico. Infine chi ha insinuato che la deroga sia stata concessa dal consiglio comunale in base a un rapporto clientelare ne risponderà nelle sedi opportune». Sulla deroga concessa al Gruppo Borile si è mossa anche Monica Pitterello, residente nei pressi del Due Torri, con un esposto alla Guardia di Finanza su presunte irregolarità nella procedura.

Ieri era circolata voce di un nuovo esposto, stavolta su presunte irregolarità tecniche nella posa del cantiere; poi tutto è stato smentito. «Sollecitati da alcune segnalazioni abbiamo fatto delle verifiche», spiega la comandante della Municipale Francesca Aufiero. «Ci sono sia il permesso di costruire, che l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico, è stata pagata la quota al Comune». «Gli uffici hanno fatto tutto secondo le regole e ci sono tutti i permessi», conferma il capo dell’Ufficio tecnico Maurizio Spadot.

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