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Scoperte 18 reliquie nascoste nel Duomo

Sono del Seicento e contengono frammenti dei corpi di vari Santi. Erano custodite all’interno di tre altari e dimenticate

di Elena Livieri
2 minuti di lettura

PIOVE DI SACCO. Scoperti in tre altari minori del Duomo di San Martino diciotto reliquiari del Seicento: dei manufatti, in legno e vetro, contenenti frammenti di ossa, si trova traccia su un documento del 1924 ma della loro esistenza si era persa completamente la memoria. Venivano esposti in occasione del giorno dei Santi, fino a metà del 900. Poi la tradizione è andata perduta e con essa sono stati dimenticati i reliquiari, nascosti all’interno degli altari. Ora parte la campagna di raccolta fondi per il loro restauro – con il progetto già approvato dalla Soprintendenza - che richiederà un investimento di oltre diecimila euro.

La riscoperta di questo piccolo tesoro si deve alla curiosità di monsignor Gino Temporin, arrivato al Duomo un anno e mezzo fa. Osservando gli altari secondari in chiesa, quelli con i dipinti raffiguranti Santa Teresa, la Circoncisione e il Sacro Cuore, ha notato che nelle predelle in rame sbalzato che si trovano sotto i dipinti, c’erano le toppe di alcune serrature. Ha messo sottosopra la canonica in cerca delle chiavi per aprirle. Ma niente. Nemmeno il sacrestano ne sapeva nulla.

«A quel punto» racconta lo stesso don Gino «ho chiesto l’aiuto di Mario Miotto con cui stiamo seguendo anche il progetto del museo del Duomo. Abbiamo deciso di aprire le predelle e così abbiamo trovato i reliquiari». «Dietro il frontalino in rame» illustra Miotto «c’è una teca in legno dorato intarsiato e vetri dietro alla quale erano esposti i reliquiari, riportati alla luce dopo oltre mezzo secolo. Le loro condizioni di conservazione sono precarie, i tarli hanno danneggiato le parti lignee, ma tutti i sigilli episcopali in ceralacca sono integri. Ci sono reliquie – frammenti di osso lunghe pochi centimetri - di San Fermo, San Pio, San Costantino e di altri di cui non si riesce a leggere il nome. Risalgono tutti al Seicento». La sensazionale scoperta è stata subito comunicata alla Curia: «L’indicazione è stata quella di istituire una micro commissione – composta dallo stesso Miotto con Agostino Maniero e Luigi Longhin dell’associazione Amici del Gradenigo – che seguirà le sorti dei reliquiari fino al restauro» riferisce monsignor Temporin «non si tratta di oggetti preziosi in sé, non ci sono né oro né pietre preziose, tuttavia hanno un immenso valore come testimonianze di fede e ovviamente dal punto di vista storico e culturale». La tradizione di esporre i reliquiari il giorno dei Santi si è interrotta a metà del 1900. «Un anziano, chierichetto a quei tempi, ci ha raccontato che monsignor Enrico Migliorin, in Duomo fino al 1954, è stato l’ultimo a esporli» conferma don Gino «ora speriamo che questa tradizione possa presto riprendere».

Venerdì sera in Duomo la scoperta dei reliquiari sarà presentata in un incontro pubblico nel corso del quale sarà lanciata la raccolta fondi per i restauri: «Auspichiamo una sorta di campagna adozioni» annuncia Miotto «come in passato è già stato fatto per il restauro delle vetrate o del soffitto della chiesa di San Francesco».

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