Ora di punta, i tram scoppiano

Meno autobus in circolazione, disagi per studenti e lavoratori

Da quando sono state riaperte le scuole, nelle ore di punta, gli utenti che devono prendere il tram, devono copiare le abitudini che, da decenni, hanno i cittadini di Tokyo quando vanno a prendere le metropolitana nelle stazioni più affollate, in particolare in quella di Tokyo Station, nel quartiere di Ginza. Dalle 7.30 alle 9 e dalle 13 alle 15, sia gli abbonati che i viaggiatori occasionali devono spingersi l'un l'altro pur di riuscire a salire sul serpentone blu prodotto dalle officine francesi Lohr-Alstom. Questo perché sul tram (capace di portare 180 persone) non c’è proprio posto. E neppure la frequenza delle corse - ogni 8-9 minuti contro i 15-20 dei bus - è sufficiente per ridurre i disagi. I più penalizzati sono quelli, che al mattino, prendono il tram alle fermate San Gregorio, San Carlo, Palasport, Diaz, Arcella e Borgomagno e, al ritorno, a Tito Livio, Riviera Ponti Romani, Eremitani, Trieste e Stazione Fs. La situazione è peggiorata rispetto agli anni passati perché, dopo le modifiche apportate da Busitalia con l'orario invernale, nella zona centrale dell'Arcella ci si va solo con il tram dopo che i capolinea del 16, 22 e 24 sono stati arretrati in piazzale stazione. Il 6, che, poi, è il nuovo mezzo pubblico che va a Mortise e a Torre al posto del 22, lascia via Aspetti già all'incrocio con via Macchiavelli, mentre il 15 attraversa solo rioni minori (San Bellino e Santissima Trinità). «Il problema è reale», ammette il nuovo presidente di BusItalia Veneto, Ludovico Mazzarolli, «ma dai viaggiatori abituali del tram non abbiamo ricevuto segnalazioni di disagi pesanti. In primavera arriveranno i due tram che abbiamo già ordinato e con 14 carrozze più 2 di riserva su strada potremo fare più corse».(f.p.)

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