Il pm: assolvere il tabaccaio di Correzzola che uccise il ladro

Colpo di scena al processo per l'assalto finito in tragedia il 26 aprile 2012: per l'accusa fu legittima difesa piena

PADOVA. Fu legittima difesa. Piena. Il pubblico ministero padovano Benedetto Roberti ne è convinto: quando, nel cuore della notte e pistola in pugno, il tabaccaio Franco Birolo affrontò i malviventi che stavano razziando la sua tabaccheria a Correzzola, con rivendita di giornali e sparò, ferendo a morte il giovane moldavo Igor Ursu, esercitò il diritto di legittima difesa. Ecco perché, davanti al giudice Beatrice Bergamasco, al termine della sua requisitoria durata una quarantina di miuniuti, il magistrato ha concluso reclamando l’assoluzione dell’imputato «per non aver commesso il fatto».

Ovvero il reato di eccesso colposo di legittima difesa. E se il giudice, pur condividendo l’ipotesi di una legittima difesa, restasse dell’idea che sia stata esercitata oltre i limiti ammessi dalla legge? L’imputato dovrebbe essere ugualmente assolto per legittima difesa putativa, ha spiegato il pm Roberti, avanzando questa seconda richiesta in via subordinata qualora non sia accolta la prima. Che cosa significa? Birolo sarebbe andato oltre i limiti di legge ma inconsapevolmente.

Alle 17 si è chiusa l’udienza del processo sull’assalto finito in tragedia, il 26 aprile 2012. Una doppia tragedia: quella di un giovane che ha finito di vivere, quella di un lavoratore che, per difendere la sua vita e il suo lavoro si è ritrovato protagonista di un fatto di sangue.

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