Il sapore antico del Mondo Novo

La settimana del Veneto: Goldoni, Tiepolo, le fattorie. L'innovazione ha radici profonde. Dal 2 all'8 ottobre eccellenze regionali a Milano

VENEZIA. Una settimana con “il sapore antico dell’innovazione” made in Veneto, a Expo 2015.

Dopo la presenza di progetti, incontri e iniziative venete nel padiglione Italia, allo Spazio Convivio, al padiglione dell'Unione Europea e al padiglione del Vino, dal 2 all’8 ottobre Palazzo Italia ospita un vero e proprio spazio espositivo veneto: una settimana densa di eventi per raccontare il “Veneto Mondo Novo”, claim con il quale la Regione ha già promosso un roadshow itinerante e con il quale ora si presenta all’Esposizione milanese.

Ed è uno slogan che il suo bell’effetto lo fa. Anche per chi pensa che l’abusato binomio “tradizione-innovazione” sia già stato visto e sentito troppo, dimenticandosi che la “fame di made in Italy” continua, a latitudini diverse dalle nostre, soprattutto in Paesi che, grazie alle loro condizioni economiche favorevoli, sono più attenti alla qualità che al risparmio a tutti i costi, all’originalità più che alla contraffazione, a un pizzico di poesia più che all’italico disincanto.

E allora proviamo a guardarla con gli occhi di un brasiliano o di un russo, quella macchina soprannominata da Carlo Goldoni il “Mondo Novo”, il phantascope che sarà al centro dello spazio espositivo: spettacolare creazione settecentesca, stupefacente intrattenimento popolare che proiettava immagini in una sorta di grande scatola meravigliosa. Oppure cerchiamo di capire che cosa può rappresentare per un cinese il “Mondo Novo” rappresentato da Giandomenico Tiepolo (oggi a Ca’ Rezzonico): un gruppo di persone tutte viste di spalle dove si mescolano uomini e donne, popolani, nobili e borghesi, che attendono il loro turno per guardare dentro una finestrella di una baracca uno spettacolo che per noi resta invisibile. Sullo sfondo un orizzonte indistinto com’era quello della Venezia del 1791 in cui Tiepolo lo dipinse, ma che - nonostante la sensazione di profonda inquietudine che anche l’affresco trasmette - non rinuncia alla meraviglia, a cercare una finestra, ad appassionarsi alla novità. E poi immaginiamo che effetto può fare ad esempio, su un giapponese, il colonnato palladiano che delimiterà l’area veneta all’Expo, con i molti richiami alle ville - gioielli architettonici e fattorie efficienti insieme - che hanno strutturato un sistema e qualificato nel tempo una società, elevandole al rango di civiltà….

Giochiamo a guardare il Veneto con occhi “altri”, per scoprirne bellezze e ricchezze cui forse siamo assuefatti, o che non vediamo più con la grigia benda degli affanni: potremo ritrovare tutta la spettacolarità delle Dolomiti cui sarà dedicata la giornata del 5 ottobre, oppure dei molti itinerari tematici della variegatissima offerta turistica, protagonisti martedì 6 ottobre. Ma anche apprezzare meno superficialmente sapori e storie di oli e vini veneti, in primo piano sabato 3 ottobre, o della tradizione casearia posta in evidenza dal programma di domenica 4 ottobre, quando la serata sarà dedicata alle Scuole di Ristorazione viste come fucina di eccellenze del futuro.

Perché - e ben lo spiegano la giornata inaugurale e quella conclusiva di Veneto Mondo Novo, è in cucina che si intrecciano e si concretizzano la tutela dell’ambiente, la cultura del bello, la propensione per il nuovo e la passione per l’antico: venerdì 2 e venerdì 8 ottobre l’alta cucina sarà protagonista attraverso con lo chef stellato più giovane d’Italia, il vicentino Lorenzo Cogo (già protagonista della mostra sulla “potenza del saper fare” di Palazzo Italia), che inaugurerà le serate di Veneto Mondo Novo. E attraverso quel prodotto non proprio autoctono, ma che grazie alla passione veneta ha conquistato i palati più esigenti di tutto il mondo: il baccalà, con il sapore del quale si chiuderà la settimana veneta ad Expo. In mezzo ci saranno tutti i sapori delle filiere agroalimentari, spina dorsale della storia sociale ed economica della regione, la presentazione dell’innovativa “Guida di Luoghi del Storici del Commercio”, di progetti avveniristici per la mappatura delle dolomiti e del sapore antico del “Green Tour”, il progetto strategico per invitare a camminare, pedalare, cavalcare, navigare lungo percorsi inusuali, anche questi spesso punteggiati di ville, imprescindibile filo rosso dell’urbanistica veneta di ieri e di oggi.

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