Compra terreno contro la Tav, gli negano gli aiuti economici

Luigi Pellin, 60 anni, voce storica di Radio Gamma 5, si è visto rifiutare i contributi dai Servizi Sociali. Colpa dell’Isee che lo considera proprietario terriero per l’acquisto simbolico di un’area in Val Di Susa, in solidarietà con chi combatte l'alta velocità

PADOVA. Chiede un aiuto economico ai servizi sociali e si scopre proprietario terriero. Sembrerebbe una barzelletta ma è quello che è accaduto recentemente a un padovano. Luigi Pellin, 60 anni, voce storica di Radio Gamma 5, pluritrapiantato, e iscritto dal 2000 ai servizi sociali, nel momento in cui è andato a chiedere un aiuto economico si è sentito rispondere così: «Lei, signor Pellin, ha omesso di essere proprietario di un terreno agricolo. Non può usufruire di questi contributi».

Ed effettivamente il terreno agricolo, se così si può chiamare, c’è, ma si tratta di un appezzamento di 1,07 metri in Val di Susa, diviso oltretutto in due parti, una nel Comune di Chiomonte, l’altra nel Comune di Susa. «Si trattava di un pezzetto di terra che io insieme ad altre tremila persone abbiamo acquistato circa cinque anni fa per un’iniziativa solidale nei confronti del popolo della valle, in quanto contrari alla linea d’alta velocità», racconta ancora incredulo Luigi Pellin.

«Ho a che fare con i servizi sociali da quando mi sono ammalato e ho subito tre trapianti», spiega il sessantenne, che nonostante le sue condizioni di salute ha sempre lavorato. «Mi sono arrangiato e non ho mai chiesto nulla a nessuno, anche perché con i soli 200 euro al mese di invalidità non avrei mai potuto vivere».

Ma quattro anni fa la società per cui lavorava per motivi economici ha deciso di lasciare Luigi Pellin a casa, e così lui ha pensato fosse giunto il momento di chiedere una mano. «Ho fatto l’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente, e con quello sono andato dagli assistenti sociali. Una commissione avrebbe valutato la mia situazione». Ma solo dopo qualche giorno è arrivata la risposta negativa. «Mi hanno detto che avevo mentito, che non avevo dichiarato di essere proprietario agricolo e che questo avrebbe precluso l’aiuto». E il terreno è appunto il poco più che metro quadro in Val di Susa. «Un’assurdità», commenta il sessantenne. «Sono tornato al Caf, e, questa volta dichiarando il mio “appezzamento”, mi sono fatto fare un nuovo Isee». Il risultato: «Era identico al primo», continua scocciato Luigi Pellin. «Ora io mi chiedo intanto se questa sia una questione di legge o di ideologia, ma soprattutto a cosa servono i servizi sociali se questo è il tipo di servizio che offrono».

«Effettivamente il nuovo Isee, normativa nazionale, sta creando diversi problemi. Improvvisamente ti scopri ricco, ti trovi ad appartenere ad una fascia diversa, anche se la tua capacità di spesa è la stessa», spiega l’assessore ai Servizi Sociali Alessandra Brunetti. «Per quanto riguarda Padova abbiamo cercato di calmierare le quote per i servizi lasciandole come prima e non modificando le soglie. In questo modo cerchiamo di neutralizzare gli effetti del nuovo Isee sperando venga modificato al più presto».

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