Bacino di laminazione tra i territori di Veggiano e Mestrino

Cinque Comuni cofinanziano lo studio di fattibilità Nuovo progetto per combattere il rischio idraulico

VEGGIANO. Limitare in caso di eventi meteorici eccezionali la portata d’acqua nella rete scolante minore (Ceresone, Tersinella, e Tesina Padovano) al fine di agevolare l’immissione, attraverso l’impianto idrovoro di Brentelle, sul sistema fluviale recettore (Brentella e Bacchiglione). Realizzando un importante bacino di laminazione da 1,3 milioni di metri cubi nella campagna a cavallo tra i territori di Veggiano e Mestrino. È quanto prevede l’accordo di programma per cofinanziare lo “Studio di fattibilità di una nuova cassa di espansione sul rio Tesinella in Comune di Mestrino e Veggiano” approvato dalle municipalità di Mestrino, Rubano, Saccolongo, Selvazzano e Veggiano e dal Consorzio di bonifica “Brenta”. I cinque Comuni hanno deciso di accollarsi l’intera spesa di progettazione (20.000 euro) suddivisa in base alla superficie urbanizzata e urbanizzabile. Questo il riparto: Mestrino euro 5.322, Rubano 6.014, Saccolongo 712, Selvazzano 5.288 e Veggiano 2.644. Dall’invaso, che verrebbe costruito nella zona dove si incrociano il Ceresone Grande e il Tesinella, dovrebbe trarre beneficio tutto il sistema a valle, compresa la città di Padova e gli altri centri abitati a rischio idraulico che si trovano oltre.

L’opera dovrebbe altresì risolvere, se non del tutto in parte, il problema dello spegnimento dell’idrovora di Lissaro al raggiungimento di un certo livello di piena, com’è avvenuto nel corso degli allagamenti di fine gennaio-inizio febbraio del 2014. L’impegno ad individuare nei propri territori degli ambiti di espansione delle acque e a vincolare le relative aree in modo che non vengano interessate da edificazione o altro, era stato sottoscritto in occasione dell’accordo del 30 dicembre del 2014 per il potenziamento del sistema di sollevamento di Brentelle. In un primo momento si pensava ad una rete di piccoli invasi. Alla fine si è raggiunta un’intesa per un'unica, grande, cassa di espansione. Lo studio di fattibilità dovrà essere pronto entro 4 mesi e verrà sottoposto per l’autorizzazione al Genio civile di Padova e alla Regione per il necessario finanziamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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