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L’uva baciata dal sole regala vini da collezione

La produzione stimata in 11 milioni di quintali, il 69% Doc, Docg e Igp. Il Consorzio Valpolicella: «Ridotto l’uso dei fitofarmaci sull’Amarone»

PADOVA. Sarà l’anno della riscossa dei vini rossi: finalmente il merlot, il cabernet e il raboso, solo per citarne alcuni, potranno prendersi una rivincita nei confronti del predominio delle varietà bianche, sulle quali i produttori veneti hanno spinto parecchio in termini quantitativi. Se tutto andrà per il verso giusto e il meteo non farà scherzi nelle prossime settimane, la vendemmia 2015 riserverà delle soddisfazioni per le uve a bacca nera, permettendo di ottenere dei vini di elevata qu ...

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PADOVA. Sarà l’anno della riscossa dei vini rossi: finalmente il merlot, il cabernet e il raboso, solo per citarne alcuni, potranno prendersi una rivincita nei confronti del predominio delle varietà bianche, sulle quali i produttori veneti hanno spinto parecchio in termini quantitativi. Se tutto andrà per il verso giusto e il meteo non farà scherzi nelle prossime settimane, la vendemmia 2015 riserverà delle soddisfazioni per le uve a bacca nera, permettendo di ottenere dei vini di elevata qualità e da collezione, come si pensa per l’Amarone.

Intanto ci si prepara alla vendemmia nelle condizioni ideali anche se dopo questi giorni di ritorno del caldo ci sarebbe bisogno di un po’ di pioggia, specie nelle aree in cui è più difficile irrigare i vigneti. I primi grappoli a cadere, sulla carta già da ieri 10 agosto ma di fatto dopo Ferragosto, saranno le uve bianche precoci per le basi spumante come lo chardonnay e il pinot nero, mentre la settimana successiva inizierà la raccolta del pinot grigio e fra un mese sarà la volta della glera per il prosecco, infine dalla metà di settembre toccherà ai rossi.

Il denominatore comune dei 79 mila ettari di vigneti veneti, spiegano i tecnici e i produttori, è l’ottima condizione dell’uva. L’assenza di malattie e altri problemi in fase di maturazione è un dato incoraggiante. Il sole e il caldo di queste settimane, poi, stanno agevolando le varietà dei rossi. «Queste giornate luminose, piene di sole favoriscono, insieme al caldo, l’accumulo di sostanze nelle uve a bacca rossa», spiega Renzo Michieletto di Veneto Agricoltura, che sta raccogliendo dati e informazioni in vista delle prime anticipazioni sulla vendemmia che verranno diffuse domani a Legnaro.

«Se fino alla terza settimana del mese proseguirà il bel tempo con qualche isolata precipitazione, questa annata sarà a record. Partiamo già con il piede giusto perché le uve sono sane e non avremo una vendemmia precipitosa di emergenza, come nel 2014, quando i produttori hanno dovuto fare i conti con le continue piogge che costrinsero ad anticipare la raccolta per evitare le muffe e il marcire dei grappoli. Quest’anno invece l’inizio della vendemmia sarà determinato dalla naturale maturazione dell’uva che si presenta in ottime condizioni sanitarie. Stando ai primi dati stimiamo una raccolta di almeno 11 milioni di quintali di uva, per il 69 per cento costituito da Doc, Docg e Igp».

Nonostante manchi più di un mese dalla raccolta delle varietà dei rossi il grande caldo ha portato benefici evidenti. «L’ottima irradiazione solare» continua Michieletto «sta favorendo proprio le uve a bacca rossa in questa fase importantissima per la maturazione. Nei vigneti assistiti dall’irrigazione arriviamo al top. Se il caldo perdurerà i bianchi ne risentiranno un po’ perché l’eccessiva esposizione al sole altera la sintesi in alcune varietà. Se il clima non giocherà brutti scherzi e se ci sarà qualche pioggia ristoratrice senza provocare danni, ci aspettiamo un aumento della produzione per i bianchi, in particolare per glera e il pinot grigio, mentre per i rossi potrebbe anche esserci un lieve calo che non andrà a scapito della qualità. Il problema è che negli ultimi anni la produzione di vino rosso è stata un po’ trascurata mentre abbiamo varietà che possono dare ottimi risultati».

In provincia di Verona, nelle terre di sua maestà re Amarone, il top dei rossi riconosciuto a livello mondiale, si guarda con fiducia alla vendemmia. «Il massimo sarebbe una pioggia a fine di agosto senza dover intervenire con l’irrigazione» spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio Valpolicella. «Veniamo da un anno di sacrifici ma non dobbiamo lasciarci prendere dall’ansia di recuperare tutto e subito. Oltre all’andamento climatico sarà importante la selezione in vigna, il segreto per la vera qualità. Le analisi settimanali in vigneto e le prime curve di maturazione lasciano ben sperare. La costante riduzione dell’uso dei fitofarmaci impone un monitoraggio continuo sul fronte sanitario e finora non ci sono aspetti preoccupanti».

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