Situazione fuori controllo sugli Euganei

Sono cessati gli abbattimenti nell’area parco, la popolazione è cresciuta e si è fatta sempre più pericolosa e aggressiva

ESTE. A Cefalù la vittima attaccata dai cinghiali aveva affrontato gli ungulati per salvare il proprio cane. Nei Colli Euganei, terra infestata dalla presenza di questi animali, c’è un precedente che ha molto in comune con quello avvenuto nel Palermitano: l’esito, fortunatamente, non è stato tragico. Erano i primi di giugno di due anni fa e un uomo era a passeggio con il proprio cane sul Monte Cecilia, in territorio di Baone. Il malcapitato, un residente, ad un certo punto aveva perso di vista il proprio cagnolino, avventuratosi verso un cespuglio, dove si era imbattuto in un piccolo branco di cinghialini. A difendere i cuccioli dall’incursione del cagnetto era prontamente arrivata la mamma dei cinghialotti, che invece di prendersela con il cane aveva puntato dritta verso il padrone. L’uomo non aveva potuto evitare lo scontro, che gli era costato un doloroso morso alla gamba. Pur non avendo rimediato ferite gravissime, lo sfortunato escursionista si era dovuto rivolgere al pronto soccorso di Monselice per essere medicato. Il 9 maggio dell’anno scorso, invece, avevano rischiato grosso alcuni fedeli radunati in via Casella ad Este: il gruppetto di venti persone si trovava davanti a un capitello mariano per la recita del rosario. La preghiera era stata interrotta dai lamenti di un cane. Nel voltarsi verso la fonte dei mugolii, i venti fedeli si erano trovati di fronte a sei cinghiali: una femmina e i suoi cuccioli. Vedendoli avanzare, qualcuno aveva cominciato a scagliare contro gli animali delle pietre. Un’anziana aveva brandito un bastone, sventolandolo contro gli ospiti sgraditi: i protagonisti di quell’episodio avevano assicurato che l’avanzata degli animali era piuttosto minacciosa. Solo successivamente si era scoperto che i lamenti erano della cagnetta Lilly, braccata dai cinghiali proprio a pochi passi dal capitello: l’aggressione era costata al cane molti punti di sutura e un polmone perforato. A questi due episodi inquietanti si devono sommare i numerosi incidenti causati più o meno direttamente dai cinghiali. Non si contano i ciclisti caduti proprio per l’impatto contro un animale o per il passaggio improvviso di un esemplare. A settembre 2012 Elio Meneghetti, allora 56enne di Abano Terme, cadde dalla mountain bike per colpa di un cinghiale in via degli Ulivi ad Arquà Petrarca: dieci punti di sutura al volto, carne viva sullo zigomo e sul mento, escoriazioni e contusioni in tutto il corpo e per un mese la necessità di nutrirsi con una cannuccia. All’amico che lo seguiva non andò meglio, vista la spalla rotta e l’urgente operazione chirurgica. Nel maggio 2014, invece, uno dei tanti incidenti stradali causati dal transito di un cinghiale: Serena Masin era al volante di una Evoque Range Rover, finita fuori strada lungo la Sp 89 a Teolo. Seimila euro di danni e la consapevolezza di aver rischiato seriamente la vita. Dal 2001 allo scorso febbraio sono stati catturati e abbattuti 6.482 cinghiali: l’anno scorso si è toccato il record di 899 abbattimenti. Da gennaio ad oggi, invece, la carenza di risorse e personale ha stoppato il piano di contenimento, fermando le catture a meno di 50 da inizio anno. Si stima che sugli Euganei attualmente vivano migliaia di esemplari.

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